Altro che bufala, i migranti ammettono: “è vero, in protesta per Sky”. La verità che tutti negano.

Ricorderete tutti la questione dei migranti in protesta che chiedevano condizioni più dignitose, carta d’identità, documenti, cibo migliore e anche Sky. Di qui si scatena il putiferio.

Sui social la notizia viene classificata come fake news e a ruota viene smentita anche da Corriere e Fatto. Qualcuno parla anche di esempio perfetto di cattivo giornalismo.

Cioè in sostanza i migranti si sarebbero effettivamente presentati in questura, ma tra le loro richieste non c’erano né aria condizionata, né abbonamento a Sky.

Volevate sapere se la notizia dei richiedenti asilo che avevano chiesto Sky a Vicenza era vera? A pensarci è stato Il Giornale, che con alcuni giornalisti si è recato nel centro accoglienza e ha parlato con i migranti stessi.

Qualcuno chiede loro: “Voi durante la protesta avete chiesto Sky?”. La risposta: “Sì sì”. Anzi non solo, ci dicono che dentro al centro accoglienza, qui in via Carducci 21, potevano anche guardare le partite. E infatti, fonti interne alla cooperativa ci fanno sapere che un abbonamento a Sky in quel centro accoglienza c’era già, ma che il 19 luglio scorso, probabilmente a causa di un possibile trasferimento, era stata inviata una disdetta di abbonamento a mezzo pec. Non solo.

A confermare la storia è anche Mauro Armelao segretario regionale Ugl Fsp Polizia di Stato: “C’è stata una protesta e all’interno delle lamentele qualche richiedente asilo ha chiesto di avere Sky. Ma loro non sono nuovi a richieste simili, a Chioggia una sera di Pasqua avevano protestato perché volevano pollo e patatine fritte”.

E in un comune del veneziano un sindaco si è sentito perfino chiedere le scarpe, rigorosamente Nike. Insomma sul caso vicentino è uscito di tutto e di più. Tutti hanno telefonato in questura. Tutti in procura. Ma nessuno di quelli che smentiscono si è preoccupato di chiamare i poliziotti o sentire gli asilanti stessi. Quando alla fine bastava sentire chi alla manifestazione c’era stato.

Fonte: Il Giornale

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