Salvini lo liquida ma Draghi teme per l’Italia il baratro della Grecia. I dettagli.

E mentre il vicepremier chiede di difendere l’Italia, il presidente della Bce ha un grosso timore e neanche vuole pronunciarlo.

La verità è che se le decisioni non sono ben ponderate si rischia di finire come la Grecia. L’ostinatezza di Draghi contro il leghista sarebbe dovuta solo a questo.

Ma leggiamo i dettagli su Il Giornale:

Ora, «difendere l’Italia» non è esattamente il compito del governatore della Banca centrale europea, che peraltro ha passato metà tempo del suo mandato a difendersi da infondate accuse e sospetti – soprattutto dei tedeschi – proprio sulla sua presunta partigianeria per il paese di origine.

Secondo gli osservatori più esperti e addentro le cose, Mario Draghi non «difende» l’Italia, più semplicemente «conosce» l’Italia meglio di chiunque, avendo attraversato con grande discrezione i luoghi dove «si è fatta» l’Italia e non mi riferisco solo alla Banca centrale di cui è stato anche governatore.

E ben conosce, per il suo ruolo attuale e per le relazioni internazionali intrecciate negli anni, le opinioni e le intenzioni delle comunità politiche, economiche e finanziarie nel caso l’Italia dovesse forzare la mano oltre misura sul rispetto dei patti e dei trattati passando dalle parole minacciose ai fatti. Fatti, tipo una manovra economica al di sopra delle nostre possibilità, che porterebbero a un declassamento da parte delle agenzie di rating impedendo così alla Banca centrale di aiutarci anche se volesse fare forzature politiche. Inutile dirlo, sarebbe l’inizio del fallimento.

Se torniamo qualche anno indietro vedremo quando Alexis Tsipiras sfidò senza mezzi termini l’Europa e il risultato lo conosciamo tutti benissimo. E’ questo il pallino che non lasci in pace il presidente Draghi.

Il nostro caro ministro dell’interno dovrebbe pensarci su due volte prima di provocare una rottura con l’Ue? Staremo a vedere.

Fonte: ilgiornale

Foto: libremercado