Primo jihadista italiano. Pronto a tornare in Siria. La lunga fuga, poi l’arresto. I dettagli dell’operazione.

Il primo jihadista italiano dell’Isis catturato dai curdi in Siria è nato in provincia di Brescia e ha vissuto a Cremona e Mantova. Poi si è spostato con i familiari in Germania, dove si sarebbe radicalizzato per partire verso la Siria nel 2013.

All’inizio ha combattuto contro il governo di Damasco con la formazione estremista sunnita «Jund al Sham», poi passato all’Isis. Samir Bougana, italiano di genitori immigrati nel nostro paese dal Marocco, è stato catturato il 27 agosto nel nord est della Siria grazie ad un blitz dei corpi speciali curdi aiutati dagli americani.

Classe 1994 ha vissuto in Italia fino a 16 anni per poi trasferirsi in Germania. Dal 2012 è cittadino italiano. Nel video mostrato dalle forze curde racconta con perfetta padronanza della nostra lingua di essere «arrivato in Siria dall’Italia. Ero un membro dell’Isis». Ventiquattro anni, pelle ambrata, barba e maglietta a righe non sembra impaurito. Bougana voleva scappare in Turchia per consegnarsi ad un consolato del nostro Paese «e tornare in Italia». I curdi lo hanno arrestato assieme alla moglie, cittadina tedesca, ma di origini turche.

Ed è stato segnalato per la prima volta dall’antiterrorismo nello stesso land del primo jihadista italiano catturato in Siria. Amri è stato poi ucciso mentre scappava, dopo l’attentato, alle porte di Milano.

Dalla sezione antiterrorismo fanno sapere: «I tedeschi ci hanno informato della radicalizzazione e della probabile partenza per la Siria di Bougana nel 2015».

Nel video registrato dopo l’arresto dichiara: «Mentre cercavo di attraversare il confine con la Turchia sono stato catturato dalle forze curde vicino a Raqqa» l’ex capitale dello Stato islamico.

I suoi nomi di battaglia sono Abu Hurairah al Muhammad e Abu Abdullah al Muhammad. I curdi sostengono che fosse responsabile dell’arrivo delle armi dalla Turchia e comandava un gruppo di combattenti stranieri. «Il mercenario – secondo la stampa locale – ha rivelato diverse informazioni sulla struttura dell’Isis e sulle relazioni dei terroristi con l’estero».

Fonte: Il Giornale

Foto credit: ilgiornale