“Gli stupratori scontino i domiciliari a casa della Boldrini”. Lei querela il leghista.

Matteo Camiciottoli, sindaco leghista di Pontinvrea, paese in provincia di Savona, aveva pubblicato su Facebook una frase scherzosa su Laura Boldrini con riferimento a quanto successo a Rimini.

Ricordiamo tutti l’accaduto. Un branco di immigrati africani, prima hanno aggredito e violentato una turista polacca per poi accanirsi su un trans peruviano. Condannati agli arresti domiciliari.

Una decisione infelice e non condivisa che aveva fatto scrivere al leghista: “Potremmo dargli gli arresti domiciliari a casa della Boldrini, magari le mette il sorriso”.

Il post gli è costato una denuncia per diffamazione. Querelato. E ora processato. Lui, dopo avere appreso la notizia, si era difeso così:

“Quella è la mia pagina personale, non quella del sindaco quindi ritengo di essere libero di scrivere quello che penso.

Ma al di là di questo aspetto, non condivido la difesa della Boldrini per un’immigrazione incontrollata che inevitabilmente porta a certi risultati, a volte il furto per fame, a volte lo stupro. Questo fenomeno conduce a una serie di problemi, tra cui anche questi reati terribili”.

Dopo la denuncia è scattato il rinvio a giudizio: si va a processo. Lunedì comincia la battaglia di Camiciottoli in difesa della libertà di espressione.

Fonte: Il Giornale

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