Prima evoca la sedia elettrica per Salvini, poi se ne pente. Ecco la decisione dell’assessore

Non si sa esattamente per quale motivo, ma oltre ad essere processato per sequestro di persona, Salvini avrebbe meritato la pena di morte, se fosse stata ancora in vigore.

Questo è quello che pensa Valentina Pavan, assessore all’Istruzione nel comune di San Stino di Livenza. La Pavan è stata eletta in una lista di centrosinistra del comune nella provincia di Venezia.

La donna, esponente di una lista civica, aveva rimosso il messaggio poco dopo. Troppo tardi. E inutile era stata anche la pezza che aveva provato a mettere Matteo Cappelletto, sindaco della cittadina: «Mi pare si stia montando un caso sul nulla. Un commento fuori luogo sicuramente, ma che nulla ha a che vedere con il lavoro e l’impegno dell’assessore. Se ci si appiglia su questo significa che a San Stino problemi più gravi non ce ne sono e la Lega non sa dove parare…».

Il caso è montato sui social e nelle ultime ore la Pavan si è dimessa dal suo incarico istituzionale. In una lettera recapitata al primo cittadino – riportata da Il Gazzettino – ha spiegato il perché della decisione: «Ritengo doveroso questo gesto per rispetto delle Istituzioni che in questo momento sono chiamata a rappresentare.

Come ho già avuto modo di dire, il mio commento è stato un errore, del quale mi scuso nuovamente ma che in alcun modo voleva essere una minaccia o un invito alla violenza. Sentimenti che non mi appartengono e dai quali mi dissocio nella maniera più assoluta».

Poi, si legge ancora: «In coerenza con questo modo di essere, ritengo che dimettermi sia la soluzione migliore perché, quando un rappresentante delle Istituzioni sbaglia deve assumersi la responsabilità di scelte anche forti proprio per garantire un clima di serenità al lavoro quotidiano dell’Amministrazione e di rappresentanza della collettivit໓.

Non si sa se sia stata farina del suo sacco, o sia stata consigliata da qualcuno, sta di fatto che le dimissioni sono arrivate nella speranza che questa vicenda sia d’esempio per molti.

Che si mordessero la lingua (o le dita) prima di dire o scrivere cose assurde. Perché tanto poi, in un modo o in un altro, le conseguenze si pagano.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Blasting News