Il ministro Bonafede modera i toni e coccola la Lega. Ecco le prospettive del governo

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede fa – se non proprio un dietrofront – una virata che lo porta ad una totale convergenza con la Lega, alleata di governo dei 5 Stelle.

Infatti, era successo che all’indomani della sentenza sui fondi da sequestrare alla Lega, da parte della Cassazione, il guardasigilli si era espresso con toni non lusinghieri:

Tutti devono potersi difendere fino all’ultimo grado di giudizio. Poi, però, le sentenze vanno rispettate, senza evocare scenari che sembrano appartenere più alla Seconda Repubblica“.

Giunge dunque la contro dichiarazione che pone fine a tutte le voci circa possibili crepe all’interno della compagine di governo gialloverde.

“«Lo dico a gran voce: il governo è assolutamente compatto, il M5S ha trovato nella Lega un partner solidissimo nel portare avanti la legge spazzacorrotti, che vogliamo che venga approvata al più presto».

A dirlo è Alfonso Bonafede a margine della sottoscrizione in Corte d’Appello a Bologna del protocollo d’intesa per il distacco di personale regionale negli uffici giudiziari dell’Emilia Romagna per i prossimi 3 anni. Il ministro della giustizia, quindi, modera i toni dopo aver urlato a Matteo Salvini che «le sentenze vanno rispettate». E dopo averlo intimato di non far tornare l’Italia «alla Seconda Repubblica».

Un piccola marcia indietro, insomma. «Uno dei punti fondamentali della mia attività – ha spiegato Bonafede – sarà tirare fuori la giustizia dal pantano di dibattito e polemiche politiche in cui è rimasta ingabbiata per più di 20 anni». Ma nel «pantano» al quale fa riferimento il ministro c’è dentro pure Matteo Salvini?

«Non c’è finito nessuno – replica – Se posso dire, quello a cui si dovrebbe fare attenzione è l’impegno del governo nel mondo della giustizia, sia per quanto riguarda le risorse, e questo lo faremo e ne daremo dimostrazione, sia per quanto riguarda la lotta alla corruzione. Di questo dovremmo parlare»“.

Un Bonafede determinato a condurre in porto, insieme agli alleati di governo, importanti modifiche all’apparato giuridico e passi avanti contro la corruzione.

Fonte: Il Giornale

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