Parla la ex Iena sinistra: “un africano non ha gli stessi diritti di un italiano. Salvini ha capito che” e ha ragione.

A parlare è l’ex Iena Enrico Lucci, che, in un’intervista a Vanity Fair, ha scattato la sua fotografia della situazione politica e sociale attuale, partendo da un’analisi particolarmente severa e critica della sinistra.

Commenta così: “I tanti reietti che abbiamo in Occidente e che guardavano alla sinistra non si sono sentiti protetti. Ed è fatale che sentendosi indifesi dalle loro periferie si siano rivolti a chi dice – e magari afferma soltanto senza muovere un dito – di volerli difendere.

La sinistra degli studiosi e dei capalbiesi non ha capito nulla di quel che stava accadendo. La sinistra è colpevole di non aver detto esplicitamente che che la migrazione nel mare andava interrotta perché è illegale e criminale e che gli uomini che viaggiano sono senz’altro nostri fratelli perché i razzisti e gli xenofobi ci ripugnano, ma non è quello il modo di venire in Europa”.

Poi aggiunge: “Non si arriva sui barconi perché è pericoloso e il Mediterraneo è pieno di morti innocenti. La sinistra non ha avuto il coraggio di ribadire cose ovvie e neanche i coglioni di mandare le navi militari in Siria a salvare chi stava scappando da guerre vere e torture”.

Poi proprio sul vicepremier e ministro dell’Interno, Lucci afferma: “Salvini non è mica un genio, sono gli altri che non hanno capito un cazzo”. Il merito del leader della Lega, secondo Lucci, è che “ha compreso come usare i mezzi per comunicare. La sinistra sul tema è arrivata sempre in ritardo.

La sinistra ha scoperto che esisteva la tv quando Berlusconi aveva già un impero. Essendo in costante differita con la realtà tendono a scimmiottare. A imitare male. E quando imiti male, come faceva pateticamente Renzi nelle sue intemerate sui social, esce sempre la puzza di finzione”.

Matteo Salvini commenta così l’intervista della Iena: “Mentre a sinistra giustificano la loro sconfitta con fake news e antifascismo, Enrico Lucci, che di sinistra è sempre stato, riconosce con onestà intellettuale il buonsenso delle nostre battaglie”.

Fonte: tpi

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