Verità choc. Il Ponte Morandi era già in pericolo di crollo. Ecco chi sapeva e ha taciuto.

Una tragedia che poteva essere evitata, ma troppi sapevano e non hanno parlato.

Durante le indagini dei pm è uscita fuori una lista di circa 20 indagati, tra cui Autostrade. E non solo. Resi noti sms di alcuni operai.

Leggiamo cosa riporta Il Giornale:

Materiale molto importante che permetterà di fare luce su quanto si sapeva già ed è stato fatto (o non fatto) prima della terribile disgrazia, costata la vita a 43 persone. Il quadro che emerge a chiare lettere è questo: chi si occupava della sicurezza era consapevole dei rischi dei tiranti.

In alcuni messaggi ritrovati dagli uomini della Guardia di finanza si legge: “Non reggono“. Purtroppo, però, a fronte di questa consapevolezza, non si è fatto nulla per evitare il peggio. O si è aspettato troppo. Qualcosa in realtà era stato fatto. Proprio la mattina del fatidico 14 agosto, infatti, erano terminati alcuni piccoli lavori di manutenzione sul pilone 9 (quello crollato).

Questo dettaglio fa sì che tra i capi di accusa per alcune delle persone indagate ci sia anche quello di aver messo a rischio la sicurezza degli operai. I reati contestati sono omicidio colposo plurimo, omicidio colposo stradale plurimo, disastro colposo e attentato colposo alla sicurezza dei trasporti. Contestato anche l’omicidio stradale, per il mancato rispetto della sicurezza degli automobilisti. 

Insieme a queste prove schiaccianti, però, emerge anche un altro documento che incriminerebbe l’ad Castellucci. Fu lui a chiudere il discorso di ristrutturazione del ponte definendolo sicuro il 1 ottobre 2017.

Fonte: ilgiornale

Foto: agi