Blitz shock: il primo sgombero dell’era Salvini è un vero successo. Cosa hanno trovato nello stabile e cosa è successo.

Il primo sgombero dell’era Salvini si è concluso senza alcuna tensione.

A Roma, in uno stabile in via Raffaele Costi, zona Tor Cervara, è stata messa in atto la nuova direttiva del ministro dell’Interno.

Gli abitanti abusivi erano circa 120, quasi tutti africani, fatta eccezione per una trentina di rom.

Al momento 40 persone che si trovavano lì sono state identificate e la loro posizione è al vaglio dell’ufficio immigrazione.

La questura di Roma ha comunicato la presenza di varie bombole di gas, che sono state messe poi in sicurezza. Inoltre, il Campidoglio si sta impegnando per trovare delle abitazioni alternative per le persone con fragilità.

L’ha spiegato il dirigente di Roma Capitale De Sclavis a Rainews24:

“La situazione non era più sostenibile ed era diventata intollerabile a livello sanitario. I servizi sociali si sono già presi in carico le persone con fragilità e i bambini e sono stati predisposti alloggi per queste persone”.

L’Unione inquilini, intanto, ha chiesto che vengano date garanzie agli enti locali: “Ci aspettiamo l’impegno da parte di Regione e comune nel ricollocare le famiglie che questa mattina stanno subendo lo sgombero. Sindaca e Prefetto, è stato fatto il Censimento come previsto dal Decreto Minniti? Regione, abbiamo definito quali siano le famiglie in disagio economico sociale da tutelare? Quali sono le sistemazioni messe a disposizione? Attendiamo inoltre un progetto di recupero dello stabile, ma anche una mappatura e un recupero degli immobili abbandonati al degrado, altrimenti la questione abitativa rimane solo propaganda”.

Un occupante abusivo ha raccontato poi la sua esperienza: “abbiamo rifiutato la sistemazione in casa famiglia, che è stata offerta a donne e bambini, perchè non ci vogliamo separare. Io rimango qui perchè non so dove andare, metterò un materasso qui sul prato per dormire. Questa mattina per entrare hanno rotto la porta. Siamo stranieri ma siamo esseri umani. Qui ci trattano come cani, ma noi non siamo animali”.

Molti aspettano che venga fornita loro una sistemazione.

Attendiamo ulteriori news.

Foto credit: IlGiornale

Fonte: IlGiornale