Slitta la sentenza Lega. Ma spunta la voce-bomba prima del verdetto. Nel mirino anche loro.

I giudici lo avevano annunciato già nei mesi scorsi: i sequestri relativi ai 49 milioni della Lega dopo la condanna di Umberto Bossi e dell’ex tesoriere Francesco Belsito per truffa, possono essere eseguiti “ovunque e presso chiunque custoditi”.

Secondo quanto riportato da Repubblica, nel mirino dei giudici potrebbero finire anche alcune onlus vicine al Ministro degli Interni, Matteo Salvini.

Ecco quali: l’associazione Più Voci costituita nel 2015 da Giulio Centemero (attuale tesoriere della Lega), Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni.

Centemero è amministratore unico di MC – Srl e di Radio Padania. E secondo una l’Espresso, la Più Voci avrebbe donato 265 mila euro a Radio Padania e 30mila a MC – Srl, società leghista che controlla il giornale Il Populista.

Intanto, è notizia di pochi instanti fa che i giudici del Riesame di Genova si sono riservati sulla decisione di sequestro dei fondi della Lega.

A riferirlo è il legale del Caroccio Giovanni Ponti: “Abbiamo depositato una consulenza tecnica con la quale viene dimostrato che i soldi che la Lega ha in cassa in questo momento sono tutti contributi degli eletti, donazioni degli elettori e del due per mille della dichiarazione dei redditi.

Quindi sono somme non solo lecite, ma che hanno anche una finalità costituzionale perché consentono al partito di svolgere la propria attività e perseguire le finalità democratiche del Paese. Dire che sono profitto del reato è un non senso giuridico, dopodiché ci rimettiamo alla decisione del tribunale”.

Fonte: Libero

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