Minacce di morte alla figlia “troppo occidentale”. Ecco l’inaudita violenza del tunisino

Giunge da Rimini l’ennesimo caso di violenza domestica da parte di un padre di famiglia musulmano che si scaglia contro la figlia, rea di voler vivere “all’occidentale”.

È un copione già scritto, negli ultimi anni abbiamo assistito a tantissimi casi simili, tutti con una trama ripetuta. E questi sono solo i casi che riescono ad emergere. Sappiamo infatti che la stragrande maggioranza delle violenze domestiche viene mantenuta nascosta.

Questi sono casi che testimoniano come l’integrazione non è così facile e automatica come vogliono farci credere. La ragazza, dopo l’ennesima lite violenta col padre (che brandiva un coltello) ha avuto il coraggio di rivolgersi alla Polizia.

“Quando gli agenti sono giunti sul posto, si sono trovati di fronte un uomo violento completamente fuori di sé dalla rabbia. Gli uomini del 113 sono stati quindi costretti a tenerlo con la forza. La ragazza, alla quale il padre aveva gridato con un coltello in mano «Te lo infilzerò nella pancia», ha finalmente avuto il coraggio dopo anni di soprusi e violenze di denunciare l’uomo.

Le forze dell’ordine hanno poi contattato prontamente l’associazione “Rompi il silenzio” dove ora la giovane ha trovato rifugio. La giovane vittima, nata e cresciuta a Rimini, voleva vivere come tutte le sue compagne di scuola: uscire con gli amici, andare al cinema e qualche volta andare anche a ballare.

Ma sfortunatamente gli scontri con il genitore erano diventati sempre più violenti. L’uomo, di religione musulmana, la seguiva ovunque, persino quando la figlia si recava in palestra. Il 50enne tunisino le aveva anche vietato di frequentare qualsiasi persona di sesso maschile, minacciandola, se avesse contravvenuto, di morte.

Il padre aveva iniziato recentemente a minacciare anche le amiche della ragazza, convinto che fossero colpevoli di aver fuorviato la giovane che ora continua a studiare ed ha anche trovato un lavoro, grazie all’associazione che l’ha accolta“.

L’uomo è stato denunciato per minacce e potrebbe essere incriminato anche per violenza privata e maltrattamenti. La speranza è che questi casi possano essere debellati e che chi vuole vivere al modo italiano, lo faccia in pace. Chi non vuole, ha tantissimi paesi a maggioranza musulmana tra cui scegliere, la porta è aperta.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Lettera43