Crollo Ponte Morandi, ora per gli Sfollati oltre il danno la Beffa. Ecco la loro rabbia

Il caso Morandi tiene ancora banco.
Gli sfollati ora gridano la loro rabbia.

Ecco cosa pretendono…

Su il Giornale infatti leggiamo che:

Gli sfollati sono stati ammessi a partecipare alla seduta del Consiglio regionale e comunale congiunto
Poco prima delle 11 di questa mattina, nell’aula di via Fiaschi a Genova, è iniziato il Consiglio regionale e comunale congiunto, indetto per fare il punto sul crollo del ponte Morandi.

La riunione si è aperta con un minuto di silenzio, in ricordo delle 43 persone che sul viadotto hanno perso la vita, inghiottiti dalle macerie. Oggi, all’ingresso del palazzo regionale si sono riuniti gli sfollati, che hanno dovuto lasciare le loro case, posizionate sotto al troncone est. La protesta è stata messa in atto contro l’impossibilità di recuperare i propri effetti personali dalle abitazioni e a causa della preoccupazione che il ponte venga abbattutto, senza che venga prevista una soluzione per gli sfollati. Sui volantini, distribuiti in via Fiaschi, capeggiava la scritta: “Quelli di ponte Morandi – 50 anni di servitù, 2 settimane di disagi e sofferenze, rivogliamo un futuro!”. Gli sfollati hanno fatto sentire la loro voce, ripetendo slogan che incitavano a non procedere a “nessuna demolizione, senza per noi una soluzione” e gridando: “Rispetto, rispetto! Veniamo prima noi delle imprese. Ridateci le nostre case!”.

I momenti di più alta tensione si sono verificati quando è stato impedito agli sfollati di accedere all’aula comunale. Dopo una discussione, una delegazione composta dagli abitanti di via Porro è stata ammessa alla seduta consigliare. La rabbia è stata placata dall’intervento del sindaco Bucci: “Vi capisco, ma dobbiamo cercare di lavorare insieme”. Gli sfollati hanno occupato i posti riservati al pubblico, mentre un’altra parte è stata sistemata in un’altra aula, dalla quale poteva assistere alla riunione grazie a degli schermi. La seduta andrà avanti fino alle 15, ma il primo cittadino ha già fatto una promessa: “Pensavamo di dare una casa agli sfollati entro novembre, invece probabilmente ci riusciremo entro fine settembre”.

Diteci la vostra!
Grazie mille.

Vi terremo aggiornati sulla situazione.

Foto Credits: Il Giornale