Ladro tunisino non si ferma nemmeno davanti al dramma. Ecco cosa succede alla sua vittima

Tutti i crimini sono brutti, ma quello consumato a Milano ha dell’incredibile per la ferocia e la noncuranza del ladro tunisino ai danni di una vittima già con gravi problemi, trattandosi di un uomo affetto da sclerosi multipla.

L’esito del furto del portafogli è ancora più drammatico, visto che il povero malcapitato è finito con una ferita alla testa che lo ha portato in coma.

Ancora un caso che testimonia la necessità di una stretta contro gli irregolari e il rimpatrio immediato per tutti gli stranieri che delinquono. Ma vediamo i dettagli.

Lo scorso 25 agosto, come ricostruito da Milano Today, il tunisino, che adesso è accusato di rapina e lesioni gravi, ha puntato la vittima, un 47enne affetto appunto da sclerosi multipla, quando questa è scesa da un treno appena arrivato dalla Liguria.

Lo ha aggredito senza pietà sbattendolo a terra. Una caduta che gli ha provocato una brutta ferita alla testa. Tanto che la vittima è stata ritrovata a terra in via Boscovich, all’angolo con via Vittor Pisani. Soccorso dal personale del 118, è stato immediatamente portato al Policlinico dove è stato sottoposto a un’operazione d’urgenza. Da quel giorno si trova in coma.

«Nemmeno davanti a un uomo malato – tuona l’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato – questa gente ha un minimo di riguardo. Indubbiamente ringraziamo per il lavoro degli agenti, ma ancora una volta, nonostante i controlli e gli inutili allontanamenti della Scavuzzo, questi delinquenti continuano ad imperversare».

Per due giorni il 47enne è rimasto in ospedale senza che i parenti potessero riconoscerlo. Come si legge nell’ordinanza del pm Sergio Spadaro e del gip Anna Calabi, la sorella e madre della vittima erano infatti preoccupate per il fatto che il 47enne «era solito comunicare tutti i suoi spostamenti»“.

Una situazione grave e che si aggrava sempre di più, con le nostre città sempre più pericolose anche per via degli innumerevoli crimini di gente che in Italia non dovrebbe nemmeno starci.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Il Giornale