Comune nega il capannone agli islamici per pregare e loro occupano la strada così. I dettagli.

L’associazione araba Al Baraka continua il tira e molla con il comune di Melegnano (Milano) per una moschea.

A quanto pare il termine imposto dall’amministrazione locale che impedisce attività di culto all’interno del capannone è scaduto.

Anche negli anni precedenti, però, la struttura veniva comunque utilizzata nonostante i divieti. Inutili erano risultati i tentativi di far cambiare l’esito dell’ordinanza davanti al Tar, che ha respinto le istanze dell’associazione Al Baraka.

I tre sopralluoghi estivi delle forze dell’ordine di questi mesi hanno determinato l’imposizione del termine del 30 di Agosto come limite ultimo per rispettare l’ordinanza comunale.

Per questo, ieri mattina, si sono radunati cento credenti dinanzi al capannone e hanno occupato parte della strada iniziando a pregare stesi su dei teli posti a terra tra le auto.

Chiaramente le forze dell’ordine sono dovute intervenire per tenere d’occhio la situazione.

L’ex presidente di Al Baraka Hamza Ourabah ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“La nostra è una manifestazione spontanea, un modo per esercitare un diritto che non può essere negato. Useremo tutti i metodi leciti in nostro possesso per poter avere una sede, dove pregare e incontrarci. Se via Morandi non va bene, chiediamo che venga individuata una sede alternativa. Siamo vittime di un conflitto politico tra destra e sinistra”.

E ha concluso: “se l’area è inquinata, allora bisognerebbe imporre la chiusura di tutte le fabbriche e i pubblici esercizi presenti nella zona. Non abbiamo un altro posto dove pregare, quell’ordinanza è un’offesa alla nostra comunità”.

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Fonte: IlGiornale