Verità shock sull’indagine della Procura contro Salvini. Le rivelazioni dell’ex Pm Nordio.

Mentre i pm di Agrigento indagano per sequestro di persona il vicepremier leghista, chi ne sa molto di più smonta le accuse.

A parlare è il magistrato carlo Nordio. Uomo conosciuto per aver sempre svolto minuziosamente il suo lavoro. Ora interviene smontando i pm che accusano Matteo Salvini.

I dettagli presi su Il Giornale:

Andiamo con ordine e, per quanto possibile, lasciamo che sia lo stesso ex magistrato a parlare. Innanzitutto Nordio fa notare che l’iscrizione nel registro degli indagati del ministro dell’Interno sarebbe arrivata dopo la deposizione dei funzionari del Viminale ascoltati a Roma dal procuratore di Agrigento. “La prima osservazione – scrive l’ex magistrato sul Messaggero – è che questi verbali dovrebbero esser segreti, come segreta dovrebbe esser tutta l’indagine“. Ma passiamo oltre. E entriamo nel merito della accuse rivolte a Salvini, indagato per sequestro di persona, arresto illegale e abuso di ufficio.

Secondo quanto emerso in queste ore, pare che la decisione di non far sbarcare i migranti sia arrivata da Salvini tramite telefono. Dunque mancherebbe un atto formale e scritto. “In assenza di un documento ufficiale – spiega allora Nordio – è quasi impossibile ricostruire la decisione ministeriale, il suo contenuto e il suo iter formativo. Poi è difficile capire se il porto di Catania sia stato individuato come porto di solo transito, o come porto sicuro, o cosa altro”.

Sui reati contestati, Nordio fa un ragionamento punto per punto. “L’arresto illegale – scrive sul Messaggero – presuppone, appunto, un arresto in senso tecnico, e qui pare invece che non sia stato arrestato nessuno”. Dunque, “smontata” la prima ipotesi di reato. Sul sequestro di persona, invece, l’ex magistrato dice che “se Catania era solo un porto di transito, il problema ovviamente non si pone. Se invece era quello di approdo, è valutazione discrezionale del Ministro decidere se uno sbarco sia compatibile con l’ordine pubblico”. Ecco perché per Nordio contestare al capo del Viminale il sequestro di persona è “un paradosso”.

In poche parole ecco smontata l’accusa inspiegabile avanzata dai pm. Il vicepremier leghista può dormire sogni tranquilli e continuare a lavorare per quel programma votato dagli italiani il 4 marzo scorso.

Fonte: ilgiornale

Foto: dagospia