Le denunce a Salvini? Sono paradossali e fuori luogo. Ecco l’esperto che le smonta

Il pm Luigi Patronaggio ha aperto un fascicolo di indagine contro Matteo Salvini in merito al caso della nave Diciotti. Che si è aggiunto alla denuncia precedente di un gruppo di cittadini.

Le accuse a cui dovrebbe rispondere il Ministro dell’Interno vanno dal sequestro di persona, all’arresto illecito. Non bisogna essere degli esperti di giurisprudenza per capire che si tratti di accuse assolutamente ridicole.

Eppure, se fosse necessario, arriva l’autorevole parere di un super esperto: il magistrato, ex pubblico ministero Carlo Nordio che negli anni ’80 si è occupato delle Brigate Rosse e negli anni ’90 ha indagato su Tangentopoli.

Certamente si tratta di qualcuno che sa quello di cui parla. Sentiamo cosa dice nell’editoriale di stamane sul Messaggero: “«La prima osservazione – scrive l’ex magistrato sul Messaggero – è che questi verbali dovrebbero esser segreti, come segreta dovrebbe esser tutta l’indagine».

«In assenza di un documento ufficiale – spiega allora Nordio – è quasi impossibile ricostruire la decisione ministeriale, il suo contenuto e il suo iter formativo. Poi è difficile capire se il porto di Catania sia stato individuato come porto di solo transito, o come porto sicuro, o cosa altro».

«L’arresto illegale – scrive sul Messaggero – presuppone, appunto, un arresto in senso tecnico, e qui pare invece che non sia stato arrestato nessuno». Dunque, “smontata” la prima ipotesi di reato.

Sul sequestro di persona, invece, l’ex magistrato dice che «se Catania era solo un porto di transito, il problema ovviamente non si pone. Se invece era quello di approdo, è valutazione discrezionale del Ministro decidere se uno sbarco sia compatibile con l’ordine pubblico». Ecco perché per Nordio contestare al capo del Viminale il sequestro di persona è “un paradosso”.

Infine rimane l’abuso di ufficio. Ipotesi di reato che Nordio definisce «rete di protezione per eventuali derubricazioni delle ipotesi precedenti». «Ma – spiega l’ex magistrato – è un reato così vago e fumoso che è ben difficile provarne la commissione, soprattutto in un’attività altamente discrezionale»”.

Insomma, una posizione chiara e soddisfacente da parte di un uomo della giustizia che sa quel che dice e che spiega anche ai non addetti ai lavori come stanno le cose.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Alga News