Ora parla il Colonnello dei Carabinieri: la fine che fanno i migranti. La mazzata alla sinistra.

Il caso Diciotti continua a far discutere. A salire a bordo della nave tanto discussa ci ha pensato anche il procuratore di Catania, dettosi sconvolto per la “realtà devastante” riscontrata.

Eppure, c’è chi come l’ex ufficiale dei Carabinieri Savino Paternò non si lascia convincere dalle varie testiomonianze e pensa che sia opportuno mettere in chiaro alcuni punti della questione.

Ed è proprio a Paternò che si rivolge: “eh, caro Procuratore, se lei e il suo appuntato (che evidentemente passa troppo tempo nei tribunali e poco alla territoriale) avesse accompagnato le forze dell’ordine nelle perquisizioni e negli arresti eseguiti quotidianamente all’interno di campi nomadi, tendopoli e baracche, dove frotte di clandestini trovano rifugio addossati gli uni sugli altri, in assenza di alcuna noma igienica, quel «cattivo odore» che tanto l’ha turbata, lo conoscerebbe già”

L’accoglienza ha un volto diverso per il colonnello: “sappia che quello sarà il destino della quasi totalità di quelle 177 persone quando e se sbarcheranno nella terraferma. Ah si, verranno accolti, anzi contesi dalle varie cooperative che lucreranno su di loro (ma il denaro, come si sa, quello non puzza). Ma nel momento in cui non gli verrà riconosciuto lo status di rifugiato, allora saranno abbandonati in strada come cani randagi”.

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Fonte: Libero

Foto credit: Libero