Salvini sul caso Diciotti: “Sono tutti illegali” e si ispira all’Australia. Ecco le sue parole

Il caso della nave Diciotti, approdata al porto di Catania e con 150 immigrati a bordo, tiene banco su giornali, telegiornali e social. Lo stesso Matteo Salvini in una lunga diretta ieri di Facebook ha chiarito la sua posizione.

Posizione che ha ribadito nell’intervista di stamane a Rtl. Ha risposto alla procura di Agrigento – che ha aperto un fascicolo contro ignoti – dicendo che non si tratta di ignoti, ma che devono indagare lui in prima persona.

Poi ha citato la politica “No Way” annunciata dal governo australiano, prendendola come punto di riferimento. In poche parole, il “No Way” dichiara che non c’è modo, per un immigrato irregolare che giunge su una barca, di rendere l’Australia la propria casa.

«Il mio obiettivo è il No Way australiano. Sulla Diciotti sono tutti immigrati illegali. L’Italia non è più il campo profughi d’Europa. Con la mia autorizzazione non scende nessuno». Parola del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che non intende mollare nel suo braccio di ferro con l’Ue sul fronte immigrazione e sul caso della nave Diciotti, ferma nel porto di Catania, con 150 immigrati a bordo.

Salvini ha spiegato la sua linea sull’immigrazione. L’obiettivo del vicepremier non è la «la redistribuzione in Europa, ma che ci siano nei Paesi di partenza degli sportelli europei che decidono chi ha diritto di partire» e chi ne ha diritto venga «in aereo non sui barconi». «Chi viene coi barconi non entra». È un chiaro riferimento alla politica australiana anti-immigrazione: «Nessuno di coloro che vengono presi in mezzo al mare mette piede sul suolo australiano. A questo si dovrà arrivare», ha aggiunto il vicepremier.

In merito al caso della Diciotti, su cui la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per sequestro di persona e arresto illegale, per il trattamento ricevuto dagli immigrati a bordo, Salvini, intervistato a Rtl, si è detto tranquillo: «Io non temo assolutamente nulla, ho la coscienza a posto. Se c’è qualche procuratore che mi vuole interrogare, sono pronto domani mattina a spiegare le mie ragioni».

Quanto al fatto che l’indagine sia stata aperta contro ignoti, il ministro dell’Interno ha aggiunto: «C’è un errore, perché non sono ignoto, mi autodenuncio». Salvini ha poi sottolineato di rispondere «al mandato che mi hanno dato gli italiani il 4 marzo. E loro mi chiedono più sicurezza». Insomma, il leader della Lega non molla e aspetta che Bruxelles batti un colpo. La Commissione Ue ha convocato per domani una riunione degli sherpa per discutere una possibile soluzione“.

Insomma, un Salvini deciso a continuare su questa linea di tolleranza zero. E ne ha ben donde. Anche se è prevedibile l’alzata di scudi dei soloni del pensiero unico. Ma da oggi abbiamo una nuova valida risposta: “Se lo fa l’Australia…”.

Fonte: Il Primato Nazionale

Fonte foto: NewsGo