Parla il Procuratore di Genova: “non finirà all’italiana ma…” La bomba senza precedenti.

Un inviato de Il Giornale ha rintracciato il procuratore della Repubblica di Genova per sottoporgli alcuni interrogativi.

Senza dubbio il suo ruolo gli impone una certa freddezza ma Francesco Cozzi ritiene che non sia il caso di nascondersi dietro una toga:

“Per noi che siamo nati e cresciuti in questa città, il ponte Morandi era un pezzo della nostra identità.”

Sottolinea quanto il ponte fosse “eterno” per i genovesi e quanto questo crollo sia per lui una vera amputazione.

Intanto che le indagini proseguono lui dovrà decidere da che parte stare. Nel frattempo stanno per nominare dei periti che dovranno studiare le cause del disastro.

Una cosa è certa: “non finirà all’italiana”.

“No, daremo le risposte che tutto il Paese si attende. La procura in questi anni ha condotto indagini importanti su disastri ambientali nel nostro territorio e non si è smarrita nella foresta delle leggi, dei pareri e delle responsabilità frammentate”, , tuona Cozzi.

E aggiunge: “Si, è un disastro senza precedenti, ma faremo tutto quello che è necessario. Poi, certo il tempo va a braccetto della qualità. Potremmo pure chiudere a razzo una sorta di inchiesta lampo ma temo che non arriveremmo ad alcuna conclusione”.

Il procuratore è convinto che le cose debbano essere fatte per gradi e con serietà.

Attendiamo ulteriori novità.

Fonte: IlGiornale

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