Quanto ci hanno sottratto in più del dovuto di Tasse, ma si può fare anche ricorso

Fece scalpore un po’ di tempo fa, la notizia della beffa della Tari.
Vere e proprie Tasse gonfiate e soldi regalati all’Agenzia delle Entrate, che si difendono così: “Non siamo vostri amici! Dovete controllarci!”. E insorge la rabbia.

Da domani partirà la class action di centinaia, se non migliaia, di cittadini italiani.
Tempo fa il quotidiano de “La Verità” ha rilasciato un importante articolo che ci spiega come calcolare per sapere se si è pagato più del dovuto e parla anche di un modulo da usare per chiedere rimborso.

Ora il Governo, infatti, imbarazzato sta provando a correre ai ripari.
Potrebbero essere migliaia, se non addirittura, milioni i cittadini letteralmente truffati da una tassazione decisamente più alta e ingiusta.

Così per capire se il vostro comune ha chiesto una tassa sui rifiuti decisamente più alta la prima cosa da fare è controllare la bolletta. Un valore superiore allo zero vicino alle voci delle pertinenze è indicatore di un errore commesso a vostro discapito.

In quel caso la cosa da fare è scrivere una raccomandata al comune, ufficio tributi, con oggetto “Istanza Rimborso Eccedenza Tari” col quale richiedere il rimborso delle somme che avete sborsato anche se non dovevate.

Se controllate su Internet trovate che alcuni comuni, anche se non ancora molti, hanno pubblicato a tal proposito dei moduli da riempire per chiedere il rimborso.
In ogni caso andate all’ufficio tributi a chiedere spiegazioni, o da qualche buono avvocato o CAF.

Fonte: edizione cartacea de “La Verità”, pagina 1 e 7 (12/10/17)

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