La UE pronta ad ostacolare gli stanziamenti per le infrastrutture proposti da Salvini. Ecco perché

A causa della tragedia di Genova, la manutenzione delle infrastrutture è balzata agli onori delle cronache. Chiaramente, per mettere in sicurezza i ponti e i viadotti a rischio servono ingenti risorse economiche.

Risorse che, stando ai vincoli di bilancio imposti dall’Unione Europea, restano difficili da rendere disponibili. Per questo motivo il Ministro Tria ha dichiarato che non ci sarà nessun alibi di mancanza fondi o vincoli di bilancio.

Ma la Commissione Europea non ci sta, e mette in guardia l’Italia sul fatto che non c’è spazio per ulteriore flessibilità di bilancio. Si prospetta dunque un braccio di ferro tra governo e UE.

L’idea del governo Conte è di mettere in atto una sorta di piano Marshall per le infrastrutture. L’operazione era già nell’aria, ma dopo il drammatico crollo del ponte Morandi sulla A10, il dossier si è fatto a dir poco scottante. Ora non resta che capire quale direzione prenderanno gli investimenti vidimati dal Tesoro.

Qualsiasi spesa non potrà essere fatta sulla base dei vincoli economici imposti dall’Unione europea. «Di fronte all’immane tragedia di Genova è il momento del cordoglio e dello sforzo di tutti per prestare i primi soccorsi e affrontare l’emergenza della città – ha spiegato Tria – ma non potrà mancare l’esame attento e rigoroso delle cause e e delle responsabilità. Nessuno si dovrà trincerare dietro l’alibi della mancanza di fondi o di vincoli di bilancio».

Matteo Salvini ha confermato che tutti gli investimenti saranno inseriti nella prossima manovra economica. «Tutti i soldi che serviranno per mettere in sicurezza strade, ferrovie, scuole e ospedali dovranno poter essere investiti dai Comuni e dallo Stato a prescindere dai vincoli o dalle regole poste da altri- ha scandito il vice premier – i soldi nelle casse di molti comuni ci sono, l’assurdo è che nelle casse dei comuni ci sono un sacco di soldi che non possono essere spesi per vincoli esterni che paiono assurdi».

La Commissione europea ci ha tenuto a sottolineare che «l’Italia è uno dei principali beneficiari della flessibilità all’interno del patto di stabilità e crescita. Questo ha permesso all’Italia di investire e spendere negli ultimi anni molto di più»“.

Come dire: “L’Italia ha già usufruito di sufficiente flessibilità”. Questo per rimarcare in maniera soft il fatto che secondo la Commissione Europea, l’Italia non avrà deroghe in merito.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Ultimenotizie