Dopo l’uovo lanciato a Daisy, ecco un altro caso di “razzismo” che razzismo non è

È cosa risaputa che i democratici – con tanto di seguito di giornali e telegiornali – amano gonfiare la cronaca per strumentalizzarla politicamente. In particolare, nelle ultime settimane hanno lanciato l’allarme “razzismo” in Italia.

Lo hanno fatto nel caso del lancio di uova contro l’atleta italiana di origini nigeriane Daisy Osakue, gridando all’odio razionale salvo poi essere smentiti dai fatti. Un caso simile è avvenuto alcuni giorni fa, quando dei presunti “xenofobi” hanno sparato a salve ad un cittadino del Gambia, a Pistoia.

Anche in questo caso i dem – in collaborazione con don Biancalani – hanno fatto di tutto per fare passare il movente razzista del gesto. Ma, ancora una volta, sono stati smentiti, essendo la goliardia la motivazione del deprecabile gesto.

I fatti risalgono al 2 agosto. Un ragazzo del Gambia, ospite nella parrocchia di don Biancalani, il prete più volte finito in polemica con Matteo Salvini, era stato preso di mira da offese e colpi di pistola (a salve). «Urlavano bastardo e nero. Poi due italiani mi hanno sparato», aveva raccontato Buba supportato dal don. Subito il fattaccio era finito nell’elenco degli assalti xenofobi che per giorni hanno contribuito a disegnare un’Italia da Far West.

Peccato, però, che si trattasse di ben altro. Secondo gli investigatori, quando i due ragazzini hanno ammesso le loro responsabilità hanno spiegato che si è trattato di “un momento goliardico, escludendo qualsiasi riconducibilità a motivi razziali o politici”.

La Digos e la procura, osservando le immagini di videosorveglianza nella zona di Vicofaro dove erano stati registrati gli spari a salve, hanno notato la presenza di un gruppetto di minorenni. Le indagini hanno poi portato alle case dei due minorenni che, di fronte alle perquisizioni, hanno deciso di vuotare il sacco.

Nell’abitazione di uno dei due è stata anche trovata la scacciacani con cui avrebbero «aperto il fuoco» contro il gambiano. Ora a occuparsi dei due tredicenni sarà la procura dei minori di Firenze. E magari i genitori con una severa punizione“.

La speranza è che i piddini si rendano conto che il razzismo – per quanto sempre da condannare – non sia un’emergenza nazionale come vogliono fare credere. Ma che ci sono altre necessità impellenti da risolvere.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Repubblica