Annuncio razzista sul treno. La responsabile del gesto rischia, ma interviene Salvini. Ecco le sue parole

Ha fatto tanto discutere la vicenda verificatasi sul treno regionale 2653 che viaggiava tra Milano e Cremona. Un fatto sicuramente spiacevole che – ça va sans dire – è stato strumentalizzato politicamente.

E che riceve una risposta dal ministro Matteo Salvini che si è espresso in difesa di chi ha compiuto il gesto incriminato. Ma cosa era successo esattamente?

Martedì 7 luglio, intorno alle 12.50, i passeggeri del treno regionale 2653 sentono uno strano messaggio rilanciato dall’altoparlante del convoglio: «I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori – dice una voce femminile – Scendete perché avete rotto. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i cog***ni».

Le testimonianze di diversi pendolari si somigliano, dunque il fatto sembra essere confermato. Trenord si è subito scusata per quanto accaduto, definendolo un atto «inqualificabile». E se in un primo momento si era pensato anche ad una manomissione, dopo una prima indagine interna sembra che il responsabile sia stato individuato e si tratterebbe di una dipendente che ora rischia un provvedimento o, magari, anche il licenziamento.

«Anche se Trenord è intervenuta e ha annunciato l’avvio di un indagine interna, l’episodio resta molto grave e non deve essere minimizzato. L’utilizzo improprio degli altoparlanti è di per sé un fatto grave, ma i commenti razzisti lo sono ancora di più», ha stigmatizzato il consigliere regionale del Pd, Matteo Piloni“.

Ed ecco dunque l’intervento – affidato ai social – del vicepremier Salvini. Un intervento che si schiera senza se e senza ma da parte di chi ha compiuto questo gesto.

«Giù le mani dalla capotreno», scrive su Facebook il segretario del Carroccio dimostrando piena solidarietà alla donna ora «indagata» da Trenord per quanto successo sulla linea Milano-Mantova. «Invece di preoccuparsi per le aggressioni a passeggeri, controllori e capitreno – dice il ministro – qualcuno si preoccupa dei messaggi contro i molestatori. Viaggiare sicuri è una priorità!»”.

Una presa di posizione che non piacerà a molti ma che riflette una visione in linea con la politica di Salvini. Del resto, non ci si può accanire contro chi fa un errore, e lasciare impuniti chi semina il panico e infastidisce gli altri passeggeri.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Il Manifesto