La sinistra vuole imitare gli americani, ma con scarsi risultati. Ecco la verità sui Tweet russi

Cos’è il Russia gate? E, soprattutto, cosa ha a che fare con la politica italiana? È presto detto: alcuni giorni fa è uscita una notizia secondo qui degli hacker russi avrebbero influenzato le elezioni italiane con una serie di tweet ad hoc. Ma vediamo le attinenze con la situazione americana.

L’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca nel 2016 è stata un evento controverso e sin da subito si parlò di una possibile intromissione della Russia per influenzare occultamente l’esito elettorale. In due anni niente è stato dimostrato, ma si fa ancora un gran parlare di questa indagine.

Così, qualcuno ha messo in giro la voce secondo cui i temibili pirati informatici russi – per ordine di non si sa chi e pagati da non si sa chi – avrebbero generato un sistema di profili, tweet e fake news per favorire il Movimento 5 Stelle e la Lega. Ma chi di fake news ferisce, di fake news perisce.

E se la vera fake news fosse invece proprio questa dei «tweet russi»? Riccardo Saporiti della rivista Wired li ha passati al setaccio, scoprendo cose molto interessati. Sì, questi tweet esistono. Ma, anzitutto, quelli effettivamente collegabili all’Italia sono solo lo 0,6% del totale.

In secundis, non sempre seguono la vulgata della propaganda a favore dei populisti, né sono tutti attivi nella sponsorizzazione di posizioni filorusse: «Si trovano – scrive Saporiti – molti rilanci delle prime pagine del Corriere dello Sport e di Tuttosport. Testate che non si capisce come possano avere a che fare con la propaganda filorussa. C’è anche un tweet dedicato al trailer della settima stagione di Game of Thrones.

Diversi anche i retweet di un cinguettio del giornalista di Repubblica Vittorio Zucconi, critico sulla riforma fiscale del presidente Trump. E nei confronti di ogni «fesso che l’ha votato». Non esattamente una dichiarazione in linea con una Russia che sostiene l’attuale inquilino della Casa Bianca».

Non solo. Se davvero questi fantomatici «tweet russi» avessero realmente avuto intenzione, magari con la benedizione di Putin, di incidere realmente sull’esito delle elezioni, sarebbe lecito aspettarsi una loro intensificazione nelle settimane antecedenti il voto. E invece no: «Sono appena tre – spiega ancora Saporiti – i tweet pubblicati tra il 1° gennaio e il 4 marzo di quest’anno. Due dei quali proprio nel tardo pomeriggio del giorno delle elezioni»”.

Non c’è che dire… dopo il razzismo ai danni di Daisy Osakue, un’altra notizia fabbricata da pennivendoli lustrascarpe della sinistra del pensiero unico che viene smentita dai fatti. Questi signori non comprendono che più fanno così, più si stanno auto-condannando all’oblio. Che per noi, per carità, va anche benissimo.

Fonte: Il Primato Nazionale

Fonte foto: The Daily Beast