Kalambay: “ho votato Salvini; ecco perché ha ragione”. Il pugile migrante difende gli italiani e l’ex ministro.

Patrizio Sumbu Kalambay è pugile italiano, campione italiano, europeo e Mondiale tra gli Anni 80 e 90 dei pesi medi.

Ma a differenza di quello che si può pensare, non è nato nel nostro paese. Nato a Lubumbashi, nel Congo belga, il 10 aprile del 1956, Kalambay ha ottenuto la cittadinanza italiana ad inizio degli anni 80, e da allora ha portato in alto e con orgoglio la bandiera nostrana.

E proprio in queste ore ha rilasciato un’intervista in cui ribadisce le sue idee posizzioni, anche a proposito delle vicende che hanno visto coinvolte le atlete italiane della 4×400 ai Giochi del Mediterraneo e, recentemente, discobola Daisy Osakue, colpita da un uovo.

Posizioni che fanno restare a bocca aperta, per cui vale la pena leggere quanto dichiarato dall’atleta.

“Se si combatte per la bandiera di quella nazione, si va avanti e basta- spiega all’agenzia Dire- Una volta era meglio perché non c’erano i social? Ma c’erano i giornali, lì passava tutto. Quando ho combattuto per il titolo italiano (il 26 settembre del 1985, ndr) a Caserta contro Giovanni De Marco, la gente avrebbe voluto che a vincere fosse stato il mio avversario. Ma non andò così, ho vinto io, ero più forte.

Nonostante questo fuori dall’impianto “ci fu un po’ di casino, c’erano tifosi arrabbiati. La seconda volta che ci ho combattuto, eravamo nelle Marche, c’era tanta gente, ho vinto ma nessuno ha detto nulla, mi sono integrato, mi hanno accettato. Ho combattuto per l’Europeo, per il Mondiale, la palestra è sempre piena quando combattevo io. Nessuno diceva niente. Ora invece ci sono queste polemiche. Non mi è mai successo di sentirmi dire ‘Non è italiano’. Quando c’era l’inno d’Italia tutti cantavamo. Non mi sento rifiutato.

Sui giornali si legge che la Francia ai tempi di Platini era formata da giocatori tutti bianchi e oggi no. E poi questa storia delle imbarcazioni. Non dimentichiamoci che ci sono italiani che vanno in Africa a fare fortuna. Non sono venuti per primi gli africani in Europa, ma sono stati i bianchi ad andare in Africa. Prendiamo il Belgio, che deve ringraziare il Congo. E poi l’Inghilterra, che ha colonie ovunque, oppure la Francia che ne ha comunque tante”.

Quando poi, gli viene chiesto se gli italiani sono razzisti, lui risponde: “Ci sono razzisti, ma anche brave persone. L’Europa ha lasciato la questione migranti all’Italia. Ma qui non c’è più posto. Ci sono già italiani che sono senza lavoro. Prima bisognerebbe dare lavoro agli italiani, poi agli altri.


Alle ultime elezioni, ho votato Salvini. Perché vedi questi parlamentari che magari vanno in Parlamento per un giorno, dormono invece di lavorare e prendono i vitalizi. Per questo ho votato Salvini, devono essere tutti alla pari. Ricordo Sandro Pertini, ricordo di averlo incontrato in una piazza a Roma. Era solo con una signora, senza scorta o altro. Mi sono fermato a salutarlo e dopo di me anche altra gente”.

Fonte: dire

Foto credit: repubblica