Aggressione a Daisy Osake. Tutti gridano al razzismo, ma è davvero così? Ecco la verità

Si fa un gran parlare dell’aggressione all’atleta italiana Daisy Osuke, talento del lancio del disco. La giovane è stata aggredita dal lancio di uova, che hanno procurato un danno agli occhi che aveva messo in dubbio i suoi prossimi impegni.

Fortunatamente è stato scongiurato ogni danno che l’avrebbe messa fuori dalle prossime competizioni. Il problema, però è che l’atleta è stata attaccata a causa del colore della sua pelle. O questo è quello che il PD ha voluto fare credere.

Matteo Renzi si è stracciato le vesti su Twitter, gridando al razzismo. Stessa cosa i Giovani Democratici – l’organizzazione giovanile del PD a cui Daisy è iscritta. Ma è davvero un caso di razzismo?

La ragazza, pur sottolineando che gli aggressori non hanno accompagnato il gesto con parole, dà questa interpretazione di quanto accaduto in alcune interviste a Rai News e SkyTG24: «A me non piace usare la carta del razzismo, ma credo che questa volta è così».

Scontata la solidarietà alla nostra atleta, è opportuno però fare un rapido controllo dei fatti che al momento conosciamo, e alcune considerazioni: secondo i carabinieri; non si tratterebbe di razzismo; non risulta che le siano stati indirizzati epiteti razzisti; sembra che gli stessi aggressori abbiano colpito altri passanti (non di colore) nei giorni scorsi, sempre a Moncalieri.

Si potrebbe forse ipotizzare che la ragazza, iscritta al Pd, non abbia voluto clamorosamente smentire i suoi vertici nazionali che, come abbiamo visto, avevano immediato parlato di razzismo, in qualche caso individuando addirittura Matteo Salvini, come mandante, a causa del “clima di odio” creato nel Paese.

Pd ha chiesto addirittura al governo di riferire in Parlamento perché, secondo il capogruppo del Partito Democratico a Palazzo Madama Andrea Marcucci, «il ministro dell’interno Salvini non può continuare a minimizzare, o a dare responsabilità immaginarie alla sinistra. Il Parlamento ha bisogno di sapere subito che cosa intenda fare il Governo, aspettiamo che un ministro si degni a venire in Aula a riferire»”.

Il dubbio, onestamente, ci viene. Sicuramente l’attacco è vergognoso e da condannare, il punto è che sembrerebbe non trattarsi affatto di razzismo, ma – ça va sans dire – i piddini non perdono tempo per tirare in ballo Salvini, alimentando la tensione.

Fonte: Il Primato Nazionale

Fonte foto: Vistanet