Rivoluzione in Rai. Si ai figli di nessuno, ora gli italiani. Cosa cambia nel servizio pubblico.

Intervenendo a margine dell’evento “Le rinnovabili al centro della transizione energetica” a Roma, questa volta è Luigi Di Maio che spiega la rivoluzione in casa Rai.

“Noi stiamo cercando di mettere insieme persone tecniche manageriale e e che abbiamo anche grandi conoscenze dei piani editoriali della Rai per fare un buon lavoro”.

Sulla richiesta di Matteo Salvini di effettuare dei ‘casting‘ dei candidati per la guida della Rai dice: “Facciamo gli incontri per conoscerli e capirne le competenze. Questo metodo dimostra che non stiamo mettendo i nostri e che non stiamo mettendo gente vicina alla politica, ma stiamo mettendo gente che sia in grado di portare avanti questa grande industria culturale.

Quelli di prima i casting non li hanno mai fatti i casting perché li conoscevano da trent’anni ed erano i loro compari.”

E sulle nomine Rai dichiara: “siamo a buon punto. Stiamo procedendo anche su questo fronte a individuare personalità slegate dalla politica, che siano le migliori”.

All’uscita dal Ministero dello Sviluppo, il ministro ha dichiarato: “Noi guardiamo a una figura manageriale, in grado di gestire un’azienda così grande e di fare cultura e che ha la mission di spendere bene i soldi del canone degli italiani”.

Concludendo a bomba: “In Rai il primo mistero che dobbiamo risolvere – ha aggiunto – è perché abbiamo così tanti dipendenti ed esternalizziamo tutto. Se cominciamo a reinternalizzare i servizi e valorizzare le persone che ci lavorano forse la Rai comincerà ad essere un’industria cultura del nostro Paese”.

Fonte: Silenzi e falsità

Foto credit: ilmessaggero