Matteo Salvini spiazza Famiglia Cristiana. Ecco come risponde alla copertina delle polemiche

Sull’ultimo numero di Famiglia Cristiana la copertina è stata dedicata in gran parte a Matteo Salvini, ministro dell’Interno. La cosa però non aveva alcuna connotazione lusinghiera per il leader della Lega.

Anzi, il titolo vicino alla foto del vicepremier era “Vade retro Salvini”. Un evidente riferimento al giudizio palesemente negativo che la rivista cattolica dà al titolare del Viminale.

Eppure è lo stesso giornale che aveva espresso parole di elogio nei confronti – per dirne una – della Boldrini. È giunta però la replica di Salvini che è a dir poco spiazzante.

«A odio e disprezzo rispondiamo col sorriso e col perdono». Usa queste parole il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini per rispondere, sui social, alle dure critiche ricevute in questi giorni.

Pubblica anche un collage delle prime pagine critiche di Espresso (“Uomini e no” con la sua foto e quella di un migrante), Rolling Stone (che ha lanciato appello “Noi non stiamo con Salvini”) e Famiglia cristiana (“Vade retro Salvini”). Il leader della Lega, insomma, prova a placare le polemiche (o le rintuzza, a seconda dei punti di vista), ricordando uno degli aspetti centrali della fede: cosa c’è di più cristiano del perdono?

Le polemiche vertono sulla gestione dei migranti e i morti in mare. Nell’ultimo numero in edicola Famiglia Cristiana dedica un’inchiesta sul tema, e ricorda le riflessioni della presidenza della Conferenza episcopale italiana (Cei): «Come pastori non pretendiamo di offrire soluzioni a buon mercato.

Rispetto a quanto accade non intendiamo, però, né volgere lo sguardo altrove, né far nostre parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi. Non possiamo lasciare che inquietudini e paure condizionino le nostre scelte, determino le nostre risposte, alimentino un clima di diffidenza e disprezzo, di rabbia e rifiuto»“.

Fortuna che gli italiani stanno con Salvini e che il governo continuerà sulla propria linea, senza dar retta a buonisti e detrattori.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: KontroKultura