Quello che le Ong non dicono. La “ricercatrice indipendente” attacca e spunta il dossier su Soros.

Francesca Totolo, ha 41 anni e si definisce “ricercatrice indipendente”. E’ stata lei la prima a raccontare la vicenda delle unghie laccate della migrante Josepha

Intervistata da La Stampa, dice: “Il mio primo post è della sera di sabato 21 luglio. Però mi lasci chiarire, per me i migranti sono le vittime, ma anche strumenti di propaganda. Sia da una parte che dall’altra, questo non lo nego, ma sono stati strumenti di propaganda per i no border, per chi è a favore dell’immigrazione”.

E spiega: “Io ho visto il servizio al Tg5, da cui ho preso lo screenshot delle unghie di Josepha con lo smalto. Ma nel mio primo tweet non ho mai detto quello che poi mi hanno contestato, parlavo di due ipotesi: o lo smalto lo aveva già o le è stato messo a bordo. Un fatto curioso, no?”.

Su Twitter ha stretti legami con account anonimi specializzati sul tema dell’immigrazione clandestina.

Ma se le viene chiesto di svelare la loro identità, risponde così: “Uno di loro so chi è, ma non posso dirlo, per mantenere riservata la mia fonte. Io ci metto nome e cognome, perché oggi questa è la mia attività lavorativa. Mi creda, lavoro 18 ore al giorno sulla rete”.

La Totolo, spiega, collabora principalmente con il Primato Nazionale, anche se a settembre ha in progetto un lavoro top secret con un editore italiano.

Senza dimenticare che la ricercatrice è autrice di veri e propri dossier sulla fondazione Open Society, quella di George Soros, al centro di numerose polemiche per le attività a favore dell’immigrazione e delle Ong.

Quando ha iniziato a raccogliere informazioni? “Quando Soros, lo scorso anno, è arrivato in Italia a far visita a Gentiloni – spiega la Totolo -. Io sono molto brava a consultare bilanci, così ho approfondito questo filone. Poi le informazioni si trovano, è tutto pubblicato, la Open Society Foundation è la più trasparente, non c’è nulla di occulto”, ha concluso.

Fonte: Libero

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