L’Inps si tiene i vostri soldi: l’ennesimo scandalo shock sulle pensioni. Così si ottengono risarcimenti.

Pensioni, assegni e conti sbagliati.

E’ questo l’argomento del giorno sul quale non si riesce a smettere di discutere. La storia riguarda due pensionati trevigiani che hanno riscontrato degli errori nei calcoli dei loro assegni e hanno deciso di protestare con i funzionari locale.

Dopo aver fatto causa e dopo lunghi 12 annni hanno finalmente ottenuto un risarcimento.

Ebbene si, la cifra è di 81 mila euro, frutto di carte bollate, ricordi e ingiunzioni.

Il caso non è isolato. Come riporta Libero, infatti, tantissimi ricorsi potrebbero partire in tutta italia.

“I due pensionati – a cui l’Inps versa regolarmente trattamenti pensionistici secondo il sistema retributivo – quando ancora lavoravano erano stati posti in mobilità, un ammortizzatore sociale per le aziende in crisi simile alla cassintegrazione. Solitamente un assegno inferiore ai mille euro al mese. Poi i dipendenti dell’azienda delle Tlc avevano fatto domanda di pensionamento. Ma l’Inps aveva conteggiato l’assegno pensionistico non sulla base delle retribuzioni degli ultimi anni, ma sull’assegno di mobilità dell’ultimo anno di lavoro. E ai due era stata assegnata una pensione ben più bassa: dai 400 ai 250 euro in meno al mese.

Per controllare se il proprio assegno è frutto di errori di calcolo occorre rivolgersi al Centro di assistenza fiscale oppure essere in possesso di password e pin per accere alla propria posizione.

Anche il Caf può fornire un utile aiuto per casi simili.

Fonte: Libero

Foto credit: Libero