L’Arcivescovo di Palermo tira le orecchie al Governo. Ma Salvini lo mette a tacere

In fatto di migrazione, più volte vari esponenti delle chiesa cattolica sono intervenuti per dire la propria. Spesso con in idee di grande apertura ed allineata al pensiero della sinistra europea.

Sulla stessa linea si è espresso l’arcivescovo di Palermo. E sempre ripetendo la stessa solfa: porti aperti, accoglienza senza se e senza ma e compagnia danzante.

Matteo Salvini, però, oggi lo ha messo al proprio posto, spiattellandogli in faccia una realtà che in molti sembrano non voler capire, eppure è tanto semplice: prima gli italiani!

Il ministro degli Interni, Matteo Salvini, risponde all’arcivescovo di Palermo che domenica durante il discorso alla città, che chiudeva il Festino di Santa Rosalia, aveva tuonato contro la chiusura dei porti.

«Con tutto il rispetto possibile per il pastore di anime – ha scritto in vicepremier su Twitter – anziché favorire l’arrivo in Europa dei poveri di tutta l’Africa, il mio dovere al governo è pensare prima ai milioni di poveri italiani. Sbaglio?».

Domenica, Lorefice aveva detto: «Se fermiamo le navi dei poveri, se chiudiamo i porti, siamo dei disperati. Disperiamo della nostra umanità, disperiamo della nostra voglia di vivere, del nostro desiderio di comunione».

L’arcivescovo aveva aggiunto: «Tutti dobbiamo sapere che lungo i decenni e, soprattutto, in questi ultimi trent’anni l’Africa, che è il continente più ricco del mondo, è stata sfruttata dall’Occidente, depredata delle sue materie prime. Ce le siamo portate via, anzi le multinazionali l’hanno fatto per noi, senza pagare un soldo. E abbiamo tenuto in vita governi fantoccio, che non fossero in grado di difendere i diritti della gente»“.

La speranza è che prima o poi ci si renda conto che il “prima quelli di casa tua” è un concetto cristiano tanto quello dell’accoglienza.

Fonte: La Repubblica

Fonte foto: LiveSicilia