Senza vergogna, terrorista chiede di essere accolto come rifugiato. Ecco i dettagli della storia

Questa che raccontiamo oggi è una storia che, se non fosse tragicamente seria, susciterebbe ilarità. Un’assurdità inaudita che vede prrotagonista Muhamad Majid, iracheno di 46 anni.

Majid è stato condannato a 10 anni di carcere per terrorismo internazionale. Pena finita di scontare già nel 2013. Poi un’ulteriore condanna a 2 anni e mezzo in quanto reclutatore di terroristi e produttore di documenti falsi.

Entro questa settimana dovrebbe lasciare l’Italia. E invece non ha intenzione di farlo. Anzi, i suoi legali hanno chiesto il riconoscimento di status di rifugiato.

La vicenda ha dell’assurdo. E anche sul piano giudiziario: secondo i suoi avvocati difensori, infatti, il 46enne iracheno – che in questi anni si è spostato tra Reggio Emilia, Bari, Germania e Siria tra accuse e arresti – non può lasciare l’Italia perché deve scontare un’altra pena.

«Ci opponiamo all’espulsione, per un serie di motivi – dichiarano, secondo quanto riportato dalla Gazzetta di Reggio, gli avvocati difensori Massimo Chiusolo e Marco Vignola di Bari – Anzitutto dopo l’ultima scarcerazione il nostro assistito ha presentato richiesta di protezione internazionale per essere riconosciuto rifugiato: è un uomo libero.

Inoltre non può essere espulso perché deve espiare una pena: una condanna a cinque mesi di reclusione per minacce aggravate rivolte ad agenti in Sardegna». Dopo la notizia della sua scarcerazione, quindi, emergono nuovi dettagli inquietanti sulla vicenda del reclutatore che fabbricava documenti falsi per i jihadisti in arrivo nel Belpaese.

Su questa storia rocambolesca si è espresso anche il coordinatore di Forza Italia a Milano, Fabio Altitonante: «La liberazione di Muhamad Majid, condannato per terrorismo internazionale e reclutatore di estremisti islamici, fa riflettere su quanto Milano sia insicura. Le forze dell’ordine – prosegue Altotonante – individuano e fermano un pericoloso terrorista, viene condannato, ma dopo pochi anni torna libero, con in mano un foglio che gli intima di andarsene tra sette giorni. È chiaro che non può funzionare»“.

Terroristi e legali senza dignità che approfittano di una legislazione che permette questi giochetti, e che speriamo che cambi presto.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: Dagospia