Capo islamico dà ragione a Salvini: “Prima gli italiani anche per noi. Come deve fare per fermare gli islamisti”.

Ebbene, contrariamente a quanto si possa credere, esistono anche musulmani pro-Salvini.

Nelle ultime Ore stanno circolando insistentemente sul web le dichiarazioni di Giampiero Khaled Paladini: “condividiamo molto di quanto è scritto nel contratto di governo sulla questione Islam, e lo dico da musulmano, ma è necessario ragionarci sopra senza pregiudizi e con serenità”.

Il messaggio viene subito ben accolto dal Viminale, che si dichiara ben disposto ad “accettare tutti e incontrare tutti senza pregiudizi.”

Se, da un lato, il Comitato Promotore della Costituente Islamica si mostra preoccupato per la normativa ad hoc cui il governo sta pensando, Paladini si trova d’accordo sulla questione della provenienza del denaro, che ritiene essere “cruciale“.

Cosa prevede l’accordo tra Lega e M5s? “L’ istituzione di un registro dei ministri di culto, lo svolgimento delle prediche in lingua italiana e la tracciabilità ei finanziamenti per la costruzione delle moschee e, in generale, dei luoghi di culto». In più, l’ esecutivo intende predisporre «strumenti per il controllo e la chiusura immediata di tutte le associazioni islamiche radicali nonché di moschee e luoghi di culto irregolari”.

Paladini ha le idee chiare:” Prima gli italiani, tra cui noi, come dice Salvini”.

Un altro punto fondamentale che il leader islamico spiega a Libero è quello della necessità di stoppare il radicalismo. La shari’a in Italia non si può praticare, ma spiegarlo ad un imam è davvero un’ardua impresa.

Cosa te ne pare?

Fonte: Libero

Foto credit: Libero