Dietro-front di Juncker. La spara grossa: “teneteveli”. Così ci vuole defilare gli immigrati.

Dalle due paginette inviate al caro Conte, il presidente della Commissione europea Juncker pare si stia defilando, o meglio, si sia sostanzialmente lavato le mani.

La richiesta italiana era quella di non essere più l’unico porto di approdo per i migranti salvati nella nostra zona di responsabilità.

Ma Juncker risponde così: «L’Ue non ha competenza per determinare il luogo/porto sicuro da usare per gli sbarchi in seguito a un’operazione di ricerca e salvataggio in mare».

Ed è questo il passaggio più significativo della sua missiva in cui pure afferma di condividere il sentimento di urgenza espresso da Conte e lo rassicura sull’impegno della Commissione a mettere in opera le conclusioni del Consiglio europeo di giugno che rientrano nel suo mandato.

«L’Italia ha ragione nel chiedere un coordinamento europeo per affrontare gli sbarchi, ma sono persuaso, e credo che lei condivida la mia opinione, che soluzioni ad hoc come quelle delle ultime settimane non sono risolutive».

Il premier italiano aveva suggerito di improntare una cellula di crisi coordinata dalla Commissione col compito di coordinare, in caso di emergenza, azioni volontarie condivise da parte degli stati membri.

«La Commissione è pronta a svolgere pienamente la sua funzione di coordinatrice, ma solo come tappa in direzione di un quadro più stabile. Continueremo a lavorare alle proposte legislative da presentare in settembre per rafforzare la guardia di frontiera e costiera europea e rendere più efficace la politica di rimpatrio.

Consideriamo inoltre prioritario esaminare il modo in cui potrebbero funzionare i centri controllati negli stati membri e al contempo sarà portata avanti la realizzazione di piattaforme di sbarco regionali», ha spiegato Juncker.

Ma forse l’Europa non ha capito che con questo governo in Italia e nello stesso vecchio continente, non si scherza più.

Fonte: Il Giornale

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