Ultima trovata dei vescovi. Cosa hanno fatto per convincere i seguaci sui migranti.

Quale potrebbe essere l’obiettivo delle conferenze episcopali europee riunitesi a Stoccolma, dal 13 al 15 luglio scorso?

Ecco svelato il piano ad hoc. L’incontro, svoltosi su invito del vescovo locale, il cardinale carmelitano Anders Arborelius, responsabile della sezione “Migrazioni” della Commissione Ccee per la Pastorale Sociale, si è ispirato al tema “Inspiring changes: formare, informare e sensibilizzare sulla mobilità umana”.

Gli argomenti trattati nelle varie sessioni? Quali, se non quelli sul come comunicare, informare e formare la gente, “sia all’interno che all’esterno della comunità cristiana”, sulla “giusta” percezione del fenomeno migratorio, su come combattere le “fake news” che popolano i social e, secondo gli organizzatori, alterano la realtà che riguarda le migrazioni.

I relatori presenti, dunque, hanno relazionato sul fenomeno migratorio. Questi esperti hanno impostato i loro interventi intorno all’opinione che “il fenomeno migratorio non è solo una questione economica, sociale, demografica, culturale e politica” ed anche sul fatto che esso “è diventato un argomento sempre più politicizzato”.

Per questo, secondo le Ccee, una corretta comprensione delle ragioni del “movimento umano globale”, della presenza dei migranti e del loro inserimento nelle varie realtà europee “passa attraverso la comunicazione”.

Il comunicato stampa della tre giorni ammette esplicitamente che le Caritas nazionali hanno realizzato “campagne mediatiche su vari reti sociali adattate alla specificità dei singoli contesti nazionali”.

Come poteva concludersi la conferenza? Sintetizzando il tutto con le parole del Papa: “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare”.

Fonte: Il Giornale

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