I profughi possono chiedere elemosina. La sentenza shock del giudice fa restare a bocca aperta.

Il Tribunale amministrativo regionale della Liguria ha emesso una sentenza senza precedenti, riguardo al ricorso di un nigeriano di 25 anni contro la decisione della prefettura di Savona, che ne aveva ordinato la revoca delle misure di accoglienza.

I giudici del Tar hanno dichiarato che “tale va considerata una extrema ratio quando si parla di protezione internazionale”. Ora il nigeriano farà il ritorno nel suo vecchio centro Sprar.

Ma che cosa è successo? Facciamo un passo indietro. Jude E., nigeriano di 25 anni richiedente asilo, fino al dicembre 2017 era uno degli ospiti della cooperativa Il Faggio di Savona.

Un giorno è stato “beccato” dalla polizia a chiedere l’elemosina. La prefettura chiede l’allontanamento dell’uomo dal centro di accoglienza in cui era ospitato.

Il migrante, dal canto suo, ha pensato bene di rivolgersi all’avvocato Elena Fiorini, che ha presentato ricorso al Tar della Liguria contro la decisione della prefettura.

Il Tribunale ligure, ha accolto la richiesto del nigeriano, giustificando la decisione presa con queste parole: “un singolo episodio di accattonaggio non può giustificare la revoca delle misure di accoglienza, considerata una extrema ratio nel momento in cui si parla di protezione internazionale”.

Dunque il richiedente asilo tornerà al centro accoglienza, dove soggiornerà fino alla scadenza del suo permesso di soggiorno quinquiennale cominciato nel giugno 2017.

Fonte: Il Giornale

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