Cibo Made in Italy come il fumo? Il grave attacco dell’Oms al cibo di casa nostra.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità è pronta a muovere guerra al cibo Made in Italy. Parmigiano Reggiano, olio d’oliva, prosciutto crudo e compagnia bella sono sotto attacco.

Potrebbero essere addirittura paragonati a fumo e alcol, in una campagna contro la prevenzione dei tumori e delle malattie cardiache.

Alcuni dei cibi simbolo della dieta mediterranea e ambasciatori dell’italianità nel mondo corrono il rischio di essere equiparati al cibo spazzatura che dilaga in tutto il mondo.

Malattie non trasmissibili ma assai omicide come il diabete, il cancro, l’infarto sono le maggiori cause di mortalità al mondo; solo il cancro in un anno si porta via quasi nove milioni di persone. E le malattie cardiovascolari fanno pure di peggio, nemico pubblico numero uno.

L’organizzazione dell’Onu ha deciso che entro il 2030 le morti per questi fattori dovranno diminuire di almeno un terzo. E tutti facciamo il tifo, ci mancherebbe. Morire meno piace a tutti. La data fatidica è il prossimo 27 settembre, quando all’Onu si discuterà di malattie non trasmissibili e si metterà ai voti una risoluzione che potrebbe prevedere elevate imposte e dissuasori di acquisto come i terrorizzanti avvisi tipo Marlboro sui cibi accusati di favorirle.

Però nella black list dell’Oms, oltre a tanto junk food, rischiano di finire anche alcuni dei gioielli del made in Italy agroalimentare come il Parmigiano Reggiano, bocciato per una presenza di sale leggermente superiore alla quantità consigliata. E come il Prosciutto di Parma, l’olio extravergine d’oliva, la pasta, la pizza. Alcune hit della dieta mediterranea così amata in tutto il mondo come elisir di lunga vita che vengono demonizzate da un giorno all’altro perché non abbastanza magri.

Parificati al catrame delle sigarette che ci bituma i polmoni. Parificati alla Coca-Cola anzi peggio. Perché già oggi in alcuni Paesi che hanno adottato l’etichetta a semaforo (rosso=proibito, giallo=con moderazione, verde=a volontà) la bevanda di Atlanta nella versione light o zero ha il via libera mentre quasi tutti prodotti dop italici sono stoppati“.

I giochi non sono ancora fatti, e la speranza è che questi provvedimenti vengano presi con saggezza, sapendo distinguere la differenza tra cibi sani e cibi spazzatura.

Fonte: Il Giornale

Fonto foto: Ferrarini