Saviano vs Salvini: “quanta eccitazione provi a vedere morire bimbi in mare?” non sarà troppo?

Dopo la bomba sganciata su Tweeter dall’Ong Proactivia Open Arms che accusa l’Italia di arruolare assassini libici per uccidere gli immigrati in mare, arrivano le parole da brividi di Roberto Saviano.

Una vicenda esplosa dopo il salvataggio di una donna rimasta in acqua per 48 ore. Accuse terrificanti. Inaccettabili.

L’autore di Gomorro continua la sua violentissima campagna contro il Ministro dell’Interno. Lo fa su Facebook, dove pubblica uno dei post più duriche abbia mai firmato.

Inizia così: “Assassini!. Ministro della Mala Vita, sui morti in mare parla di bugie e insulti, ma con quale coraggio? Confessi piuttosto: quanto piacere le dà la morte inflitta dalla guardia costiera libica, sua (mi fa ribrezzo dire nostra) alleata strategica?

Lei che sottolinea continuamente di essere padre, da papà quanta eccitazione prova a vedere morire bimbi innocenti in mare? Ministro della Mala Vita, l’odio che ha seminato la travolgerà”.

E ancora, aggiunge: “Lo stesso odio che la travolgerà, travolgerà gli imbelli a 5stelle, e tra di loro l’impresentabile Toninelli, sodale del Ministro degli Interni in questa tetra esaltazione della morte degli ultimi della Terra.

E noi tutti, che oggi ci vergogniamo di vivere questi tempi per la nostra impotenza, abbiamo il dovere di ricordare i nomi di coloro i quali hanno legittimato questi assassini. Dobbiamo ricordare i nomi degli influencer cialtroni finanziati da Mosca, di quelli che all’occorrenza spacciano fake news ed elaborano teorie del complotto: i vostri nomi li conosciamo bene”.

Finita? Nemmeno per sogno; le accuse terrificanti continuano così: “Dobbiamo ricordarci dei giornalisti che hanno preferito cavillare per non prendere posizione, per calcolo o per mancanza di coraggio, e che magari tra qualche tempo diranno: Non ero io, non intendevo dire quello.

Dobbiamo ricordare anche il nome di chi ha semplicemente preferito ignorare e odiare: non basta non essere nessuno o nascondersi dietro un nickname. La Storia ti insegue. La Storia non dimentica”.

Ogni parola risulta superflua.

Fonte: Libero

Foto credit: Kontrokultura