“Vendiamo droga per mangiare e..” Così il Parco Oppio è diventato proprietà dei migranti spacciatori.

I romani si ribellano e chiedono aiuto alle autorità. La Capitale finita in mano ai richiedenti asilo.

Una fine che non merita. Il parco Colle Oppio non è più quello splendore che affianca il Colosseo. Il sito archeologico è stato completamente reso brutto agli occhi dei cittadini romani.

Ora è stracolmo di spacciatori migranti, che lo hanno reso la sede dello spaccio più grande di Roma.

Leggiamo l’inchiesta su Il Giornale:

A gestirlo è un gruppo di richiedenti asilo che si è stabilito nei pressi di ciò che rimane del vecchio roseto: una giungla di rovi e sterpaglia. Giulia, residente sulla trentina, non usa mezzi termini: “È veramente grave quello che sta capitando, in tanti anni una cosa del genere non si era mai vista”. Le fanno eco dal municipio. A parlare è il consigliere Stefano Tozzi. Ripercorre gli anni più bui del parco, i Novanta:

“Quando lo spaccio era all’ ordine del giorno”. Oggi, quell’ epoca sembra riaffacciarsi. Le forze dell’ordine non sono all’ oscuro dei traffici che si svolgono da queste parti, tant’è che, qualche giorno fa, hanno dissotterrato ben 1.300 dosi di hashish e marijuana pronte per essere smistate ai turisti che ormai, raccontano i residenti, hanno preso il parco all’ ombra del Colosseo come punto di riferimento per lo sballo.

Con l’aiuto dei cani antidroga, gli agenti del commissariato Esquilino hanno passato al setaccio ogni anfratto della villa, scovando un vero e proprio arsenale di sostanze stupefacenti, nascosto in delle buche ricoperte dalla vegetazione. E sono scattate le manette per ben cinque pusher. Ma il blitz non sembra aver scoraggiato il resto del gruppo, anzi.

Nonostante i ripetuti interventi la storia non è cambiata. La polizia a questi tipi qui non fa paura. Anzi, sembrano non volere nessuno tra i piedi perchè rispondono che ciò che fanno è lavoro e serve per mangiare.

Si posizionano a gruppi nei posti più nascosti, aspettando che qualcuno si avvicina per chiedere droga. E non fanno sconti, racconta il giornalista. Pretendono di essere pagati e subito.

Fonte: ilgiornale

Foto: corrieretv