Cifre ufficiali, da capogiro. Boeri e quei conti in rosso che non tornano.

Sarà pure un economista laureato all’illustre Bocconi, ma qualcosa sembra non quadrare. Il Presidente dell’Inps, Tito Boeri avrà tanto da spiegare.

Preso dal fare i conti degli altri e cercando di tappare i buchi con chissà quanti migranti, ha dimenticato di guardare quelli del Sistema Previdenziale.

Che sono sempre in rosso, malgrado i 107 miliardi di denaro pubblico che ogni anno lo Stato preleva dai contribuenti e versa nelle casse dell’istituto per finanziare i costi dell’assistenza.

Libero riporta:

Nel 2012 la consistenza dei crediti contributivi era di 69 miliardi, la previsione per il 2018, tenetevi forte, è di 116 miliardi. Si tratta di ben 45 miliardi in più. L’ammanco non è indolore. Non si tratta, infatti, di soldi che prima o poi arriveranno, di un ritardo sulla tabella di marcia.

Buona parte di quel denaro è persa per sempre. E i bilanci sono costretti, anno dopo anno, a prenderne atto. Per avere un’idea, il Fondo svalutazione crediti contributivi alla fine del 2018 avrà una consistenza di 69,5 miliardi.

Cifra che rappresenta, si legge nel bilancio preventivo dell’Inps, «la presunta quota di inesigibilità (62,2% in totale) del valore nominale dei crediti contributivi sottoposti a svalutazione».

Le previsioni per l’anno in corso non sono di certo rosee. Si parla di un passivo di 7 miliardi. Ecco perché Matteo Salvini ha invitato Boeri a dedicarsi al suo lavoro, piuttosto che parlare di cose che non gli competono.

Staremo a vedere se e come riuscirà a far quadrare i conti.

Fonte: Libero

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