Il PD sta regalando case popolari agli Immigrati, e i cittadini si stufano

A parlare e rendere nota la cosa è Andrea Villa, esponente della Lega:

“A Desio ci sono tre appartamenti che il Comune ha destinato all’accoglienza migranti. Non per criteri stabiliti dalla Regione, come il sindaco di centrosinistra Roberto Corti vorrebbe far credere, ma per scelta politica dell’amministrazione comunale che lui presiede.


Due appartamenti si trovano nella palazzina all’angolo tra le vie Prati e Partigiani, dove c’è il comando della Polizia Locale. L’altro si trova nell’ex carcere”.

Villa parla documenti alla mano: “Con la delibera di giunta comunale n. 13 del 14 gennaio 2014, l’amministrazione Corti (Centrosinistra) decide di utilizzare l’appartamento nella struttura di via Canonico Villa, dove fino alla fine degli anni ’80 venivano ospitati i detenuti. L’intera struttura, ad eccezione dell’appartamento dato agli extracomunitari, è stata inserita dall’amministrazione nel piano delle alienazioni, ed è quindi in vendita.


Lo scopo di vendere l’immobile, che è sul mercato da anni e non si riesce a piazzare, è quello di ingrassare le casse comunali. Con questa scelta sarà ancora più difficile: chi avrebbe l’interesse ad acquistare un immobile senza una delle sue parti, e con la parte stessa che ospita un progetto di accoglienza profughi? Nessuno. E infatti, l’immobile continua a rimanere invenduto, salvo novità dell’ultimo secondo”.

Un vero e proprio progetto da circa due milioni di euro: “Questo è il costo, sostenuto con soldi pubblici, per mantenere in piedi il progetto che il comune di Desio ha presentato insieme ai comuni di Cesano Maderno, Limbiate, Macherio, Nova Milanese, Muggiò e Bovisio Masciago.


Arriveranno 45 profughi, che saranno suddivisi tra Desio (6 in via Canonico Villa ex carcere e 10 in via Prati angolo via Partigiani, appartamenti di proprietà comunale), Macherio (8 in via Cadorna, appartamenti privati), Cesano Maderno (15 in vicolo della Rosa, locali della parrocchia) e Limbiate (6 in via Tito Speri, locali della parrocchia). E a tutto questo noi diciamo un secco no”.

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Fonte: Il Populista
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