Orgoglio italiano, adesso il premier Conte sulla questione Aquarius: “Voglio le scuse di Macron”

La già ampiamente raccontata vicenda dell’Aquarius ha provocato un moto d’orgoglio delle istituzioni italiane che a gran voce chiedono le scuse da parte dei francesi.

Infatti, i transalpini – Macron in testa, ma non solo – hanno preso spunto dal blocco della nave per dire peste e corna del nuovo governo italiano, dimenticando le politiche di chiusura dell’Eliseo.

Conte e Salvini non ci stanno, subordinando il vertice di venerdì ad un passo indietro da parte di Macron, con tanto di scuse. Che sia in modo ufficiale o tramite una telefonata privata, le istituzioni italiane pretendono, giustamente, che gli omologhi francesi recuperino le scellerate parole dei giorni scorsi.

I rapporti sono tesissimi. Oggi la Farnesina ha convocato l’ambasciatore francese dopo le accuse di «cinismo» e «vomitevole» comportamento arrivate da Parigi contro Roma sul caso della Aquarius. In serata Palazzo Chigi, decisa a «non prendere lezioni» dopo le ingenerose dichiarazioni del partito En Marche di Macron, ha fatto trapelare sui giornali che sarebbe pronto a far saltare l’incontro previsto per venerdì.

Per ora, fa sapere La Stampa, i funzionari stanno continuando l’organizzazione in modo da assicurare che possa esserci il faccia a faccia. Ma tutto verrà cestinato se Macron non dovesse alzare la cornetta. «Dobbiamo farci rispettare, serve un gesto da parte sua», sarebbe il Conte pensiero secondo quanto riportato dal quotidiano torinese.

Intanto anche Salvini questa mattina ha deciso di mettere pressione all’Eliseo. E lo ha fatto durante l’informativa sull’Aquarius in Senato. «Spero che la Francia si scusi”, ha detto di fronte ai senatori. «Non prendo lezioni di umanità da nessuno». E poi ha ribadito quanto già affermato ieri: che se Parigi intende dare lezioni, allora Macron dovrebbe prima accogliere i 9mila migranti che aveva promesso di far arrivare dall’Italia.

L’impegno dei francesi riguardava «9.816 migranti ma invece ne ha accolti circa 600 – è la stoccata del ministro dell’Interno – Quindi chiedo al presidente Macron di accogliere domani gli altri 9mila, come gesto di generosità»”.

Anche da questi dettagli passa il riacquisto della credibilità italiana. Non più zerbini d’Europa, non più unica meta d’arrivo delle navi delle ong, ma un un interlocutore serio e degno di massimo rispetto. Avanti!

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: ADN Kronos