Siamo Stranieri in Terra Nostra. Ecco come gli Italiani sono costretti a fuggire via da Tiburtina!

Questi italiani sono stranieri in casa loro.
Dopo il recente sgombero, all’ombra della stazione Tiburtina è ricominciata la solita routine: furti, bivacco, risse e degrado. Così i residenti, esasperati, stanno cercando di “svendere” il proprio appartamento per trasferirsi altrove

Sì, molti si arrendono.
Non resta altro che andare via.

Così su il Giornale leggiamo storie di ordinaria follia:

Basta fare due passi lungo Circonvallazione Nomentana per rendersene conto. Il cammino è una via crucis di cartelli: “vendesi”, “affittasi”, “vendesi”, “affittasi”. Una portiera di mezza età sta spazzando fuori dall’uscio: “Su 18 appartamenti, di residenti storici ne sono rimasti 4, e nel civico di fronte è la stessa storia. Il quartiere si sta spopolando”, ci dice amareggiata. Facendosene quasi un colpa, perché lei ha provato in tutti i modi a contrastare la diaspora, avendo cura del condominio, pulendo infaticabilmente le tracce del bivacco, cercando di dissuadere gli sbandati a stazionare davanti al portone. “Vengono qui davanti, mangiano, bevono, urinano e schiamazzano a tutte le ore del giorno e della notte. Così, io, mi sono trasformata nella loro colf, non faccio altro che pulire la loro sporcizia”. Un giorno, esasperata, gli ha persino tirato una secchiata d’acqua e, per tutta risposta, “mi sono beccata una sberla”.

Chi può, se ne va, ce lo conferma anche Nella, che abita proprio di fronte allo snodo ferroviario. “Non ci sono più le famiglie storiche, né i negozi di una volta, ci sentiamo in terra straniera”. Nel suo condominio, qualche notte fa, si è intrufolata una senza tetto dell’Est Europa. “Ha fatto pipì nell’androne e spaccato una bottiglia di birra”. Ma ogni giorno porta con sé la sua pena, e chi se ne vuole andare è costretto a svendere. Decidiamo di entrare in un’agenzia immobiliare. “Il degrado che c’è davanti alla stazione Tiburtina e l’insicurezza percepita dalla gente – ci spiega il titolare – influisce sul valore degli immobili”. In zona ci sono metropolitane, treni, università, siamo in uno dei quartieri con più servizi della Capitale, eppure: “Il valore degli appartamenti, soprattutto quelli che affacciano sulla stazione Tiburtina e che sono già deprezzati per via della Tangenziale, è sempre più basso”. Così basso che, spesso, “non sempre a trovare un incrocio tra domanda ed offerta”.

Anche i negozianti sono in affanno. Al loro posto, un esercito di imprenditori stranieri, soprattutto del Bangladesh, è già pronto ad alzare la serranda. Di notte, quando la fisionomia della stazione scompare nel buio pesto e per i residenti inizia il corpi fuoco, si vedono solo le loro insegne. Verso sera, mentre poco più in là un capannello di persone di tutte le nazionalità è in fila per ritirare il pasto offerto dalle associazioni, il gestore di uno dei tanti mini-market di zona si sfrega le mani. “Vendiamo parecchie birre”, ci conferma. “Quante?”, gli domandiamo. “Una quindicina… di casse”, è la risposta.

Una situazione ormai invivibile.
Questo è quello che accade in tante città italiane.

Che ne pensate?

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