Orfini ottimista o sognatore? Ecco il piano che spiegherebbe come il Pd risalirà a riva.

Un Pd ancora incerto. Non per tutti però. Da un lato Renzi pessimista, mentre dall’altro lato c’è Orfini.

Nell’ultima conferenza stampa a Firenze, invece dell’ex segretario, o quasi ex, c’è Orfini a prendere la parola. Il suo ottimismo non la conta giusta. Cosa nasconderà?

Leggiamo su Il Giornale:

Di fronte alle dimissioni Orfini si aggrappa allo statuto, nel tentativo di non far naufragare definitivamente la barca. Da qui a un mese, tempo stabilito per convocare l’assemblea generale, la gestione politica del partito viene così affidata a Martina. Spetterà a lui contenere le spinte della minoranza che ha già fatto trapelare la volontà di azzerare totalmente la direzione. E di fronte al partito in frantumi, Martina si presenta invocando unità.

Da parte sua assicura collegialità: “Lo farò con il pieno coinvolgimento di tutti, maggioranza e minoranze, individuando subito insieme un luogo di coordinamento condiviso”. Poi, però, allontana subito il congresso e conferma in toto la linea dell’opposizione“Ora il tempo della propaganda è finito – dice rivolgendosi in particolar modo a Lega e Cinque Stelle – i cittadini vi hanno votato per governare, ora fatelo. Cari Di Maio e Salvini prendetevi le vostre responsabilità”.

Niente mani nel governo, insomma. Almeno per il momento. Dovrà, tuttavia, accompagnare il Pd nell’ardua ricerca del suo sesto segretario in appena dieci anni di vita. Per eventuali primarie (che probabilmente non ci saranno) si è già fatto avanti Nicola Zingaretti ma i nomi che circolano sono vari. Perché se tutti sono d’accordo con Martina sullo stare all’opposizione, quasi nessuno lo è nel modo in cui nominare il nuovo segretario.

Di fronte all’evidente sconfitta c’è ancora chi vuole percorrere la strada del successo. Forse arriverà, ma questa volta senza Renzi al comando.

Fonte: ilgiornale

Foto: ilgiornale