Flusso migratorio inarrestabile? Il Giappone ha la ricetta contro l’invasione!

Quando si parla dell’immigrazione, si parla sempre di flusso migratorio inarrestabile. Ma è davvero così? No, e il Giappone spiega al mondo come fare…

Si parla sempre di flusso migratorio inarrestabile. Come se gli stati sovrani fossero costretti a ricevere migliaia e milioni di immigrati irregolari. Ma così non è, e Shinzo Abe lo dimostra al mondo.

Si sa che il Giappone ha una popolazione tra le più vecchie al mondo. Ovviamente, i mondialisti dal pensiero unico non hanno perso tempo. La loro soluzione era quella di suggerire al Giappone di ricevere stranieri come mai prima per sopperire alla scarsità di forza lavoro.

Ma il Giappone ha la sua politica sull’immigrazione e non intende rinunciarci. “A Tokyo l’idea non è quella di sopperire alla mancanza di domanda di lavoro interno attraverso l’arrivo in massa di rifugiati“.

Il primo ministro Abe ha sempre sostenuto che i lavoratori immigrati sarebbero soltanto l’extrema ratio, e che prima di ogni apertura su questo tema, il sistema giapponese doveva essere cambiato per far entrare donne e anziani nel mondo del lavoro“.

Un’altra soluzione è quella di fare un uso sempre più massiccio ai robot nelle fabbriche. Il governo nipponico è pronto a fare tutto pur di mantenere la propria legislazione restrittiva sull’immigrazione.

“«Vogliamo concentrarci sul rispondere in modo adeguato ai rifugiati che necessitano protezione», ha detto il ministro della Giustizia Yoko Kamikawa in una conferenza stampa venerdì”. Il Giappone sta ulteriormente stringendo le maglie degli ingressi nel paese, le cui richieste crescono ogni anno.

Restrizione che s’innesta su una legislazione già molto dura e che, in particolare sui rifugiati, è estremamente difficile da superare, se si pensa che fra gennaio e settembre del 2017, le domande accolte sono state soltanto 10“. Oltre 400.000 persone, invece, sono state nei centri di detenzione per rifugiati.

Il Giappone non scherza mica, testimoniando che volere è potere. Infatti si tratta di una nazione molto omogenea, con una percentuali di stranieri bassissima, un’economia in crescita, disoccupazione quasi assente. Una nazione che, sopratutto, tutela la propria cultura millenaria.

Fonte: Occhi della Guerra

Fonte foto: Japan Times