Rifugiato afgano arrestato: delinquente abituale, stavolta ha esagerato!

Il rifugiato afgano arrestato non era certamente nuovo al crimine. Quello che ha fatto di recente, però, ha fatto scattare le manette!

Non serve di certo questa notizia per confermare ciò che ripetiamo da mesi. Non è più possibile continuare a ricevere migranti “in fuga da guerre e carestie” indiscriminatamente. La storia del 23enne rifugiato afgano arrestato ne è solo l’ennesima conferma.

Questa è la storia di un richiedente asilo che viene in Italia e usa la sua posizione per delinquere. Sì, l’ennesimo. Infatti, di storie come queste ne abbiamo raccontate tante. Come spesso accade, l’episodio principale della notizia non è il primo approccio al crimine.

Facciamo dunque il punto della situazione: ci troviamo a Ventimiglia, a 2 passi dal confine con la Francia. In queste zone vive e “opera”, tra i tanti, un 23enne afgano. È qui in Italia come rifugiato politico e gode della protezione internazionale.

Chiaramente la vita che le associazioni possono offrirgli (e che tanti italiani possono solo sognare) non gli basta. Intraprende l’attività di passeur. Per i non addetti ai lavori, il passeur è colui che organizza il trasporto clandestino di persone attraverso un confine.

Quindi, una sorta di “scafista” della frontiera tra Italia e Francia (dove i profughi non potrebbero andare). Infatti una direttiva UE ha ordinato che gli irregolari debbano restare nel Paese di primo arrivo in Europa. Cioè, in Italia.

Il rifugiato afgano arrestato per stupro

La settimana scorsa l’afgano, insieme ad un collega, ha avuto come “clienti” due donne Nigeriane. Il primo tentativo di raggiungere la Francia è fallito a causa di una ruota forata. Il secondo tentativo li ha portati ha percorrere insieme un tratto della galleria ferroviaria di Peglia, frazione di Ventimiglia.

Ed è stato lì che è accaduto il fattaccio. I due uomini hanno aggredito e violentato le due donne che sono finite in ospedale. È stato in ospedale che gli inquirenti hanno sottoposto alle donne i profili di centinaia di stranieri tramite smartphone. Finalmente hanno riconosciuto il 23enne afgano che, dopo un lungo interrogatorio, ha confessato.

“Così come confermato dalla polizia, a Ventimiglia è l’etnia afghana, tra tutte quelle presenti, a creare più problemi di ordine pubblico”. Problemi ben conosciuti da tutti, tranne da chi ci governa, che continuano a riempire la nostra Nazione di “risorse”, con questi risultati.

Fonte: Il Giornale

Fonte foto: La Riviera