Il Comune beffa gli immigrati: la botta shock sulle case che zittisce la sinistra.

L’obiettivo è chiaro: prima gli italiani.

Dopo aver introdotto il “cavillo anti-stranieri”, l’assessore della Lega che si occupa delle politiche della casa di Arezzo, fa il punto della situazione.

Tiziana Nisini, infatti, nel 2016 introdusse dei nuovi criteri di assegnazioni delle 1300 case del territorio che premiassero gli aretini.

Il Comune decise di assegnare un punto in più a chi vive ad Arezzo da almeno 10 anni e un altro mezzo per chi è in graduatoria da molto più tempo.

Da qui, la mossa che anteponesse gli italiani agli stranieri: chi è interessato e, pertanto, fa domanda, deve dimostrare con un certificato autentico di non possedere alcuna proprietà in Italia o all’estero.

Fino a questo momento il controllo dello stato immobiliare avveniva solo per gli italiani, dato che agli stranieri bastava un’autocertificazione non verificata.

“Chiediamo ai non cittadini Ue di presentare un attestato rilasciato dal proprio Stato che sia analogo a quello prodotto dalla conservatoria del registro in Italia, tradotto e autenticato dal consolato o dall’ambasciata di appartenzenza”.

Il risultato? Il 75% delle case è stato dato ai cittadini di Arezzo e il 25% agli stranieri.

Un notevole successo se si pensa che solo un anno fa agli extracomunitari spettò il 55%.
A cambiare tutto è stata semplicemente l’introduzione delle regole, una condizione non discutibile nemmeno dalla sinistra.

D’altra parte, molti stranieri sono arretrati poichè sono state scoperte ville in Marocco o a Casablanca, mentre molti italiani, in graduatoria da più di 10 anni, hanno finalmente avuto un tetto.

E’ questo il caso di un disoccupato che dichiarò ad un quotidiano: “Ho riscoperto il piacere di essere aretino e mi sono di nuovo sentito italiano”.

Fonte: Il Giornale

Foto credit: Il Giornale