Povertà assoluta per 1 bambino italiano su 8. Ecco il rapporto shock!

I dati forniti dal rapporto di Save the Children non lasciano spazio a dubbi. Sempre più bambini italiani versano in condizioni di povertà assoluta.

Siamo nell’Italia dell’assistenzialismo verso i migranti. Un’Italia in cui una parte politica lotta per lo ius soli. Ma c’è una categoria che viene dimenticata: gli italiani, specialmente i bambini. Il 12.5% dei bambini italiani, vive in condizioni di povertà assoluta.

Secondo la fotografia scattata da Save the Children, infatti, i bambini italiani indigenti sono aumentati del 14% in un anno. Si tratta dunque di quasi 1 milione e 300 bambini. Provengono da famiglie (quasi 700.000) che vivono in condizioni di povertà assoluta.

Mediamente ognuna di queste famiglie, tolte le spese per la casa e il cibo, ha a disposizione solo 50 euro al mese da spendere in istruzione e cultura per i propri figli.

La scuola poi non è in grado di ripianare le disparità. Infatti abbiamo una spesa pubblica per l’istruzione tra le più basse in Europa. Più bassa del 20% rispetto alla media.

Questa situazione è già drammatica di per sé. Ma anche le conseguenze non immediate non sono certo lusinghiere. Infatti il dato emerso mette in evidenza la relazione tra povertà, dispersione scolastica, bocciature e ansia.

Un 15enne su 4 – ovvero il 27,4% – è ripetente, mentre un 15enne su 2 non raggiunge nemmeno il livello minimo di competenze in lettura“. Sono dati davvero allarmanti.

Non è facile per la scuola pubblica italiana offrire una risposta adeguata alle problematiche che incontra. E una scuola non a misura di bambino genera negli alunni una forte apprensione. Gli studenti italiani, insieme a quelli portoghesi, sono infatti al primo posto nell’indice elaborato dall’Ocse sull’ansia scolastica“.

Si abbassa l’età media del possesso del primo smartphone. Infatti “in Italia quasi un 15enne su 4 risulta collegato a Internet più di 6 ore al giorno, ben al di sopra della media Ocse ferma al 16,2%”. Cioè incide negativamente sulla formazione culturale dei ragazzi che non leggono libri, praticano poco sport e non frequentano musei, teatri e concerti.

Fonte: Il Giornale

Fonte: vita.it