La svolta di Papa Francesco sui migranti: occorre prudenza e…

Bergoglio trova la sua massima ispirazione stando a contatto con la gente.

I suoi discorsi sono privi di effetti speciali, assorbono solo la verità.

Con la sua semplicità e schiettezza tocca con delicatezza i temi cari ai suoi fedeli.

In questo momento, in cui purtroppo predomina il terrore, il papa dichiara: “anche in luoghi un tempo considerati sicuri, si avverte un senso generale di paura. Siamo sopraffatti da immagini di morte, dal dolore, dal lutto”.

Papa Francesco osserva il mondo a 360 gradi e non può che soffermarsi sugli attentati degli ultimi tempi: “che usano i bambini per uccidere, come in Nigeria, prendono di mira chi prega, come nella cattedrale copta del Cairo, chi viaggia o lavora, come a Bruxelles.”

Ancora:” chi passeggia per la via della città, come a Nizza o a Berlino, o semplicemente chi festeggia l’arrivo del nuovo anno, come a Istanbul”.

Il tema delle migrazioni ha occupato larga parte dell’excursus papale, registrando una svolta: un cambio di passo cauto e prudente rispetto all’impeto del 2016.

Si sofferma sulla politica da attuarre, secondo cui: “un approccio prudente non comporta l’attuazione di politiche di chiusura verso i migranti, ma implica valutare con saggezza e lungimiranza fino a che punto il proprio Paese è in grado, senza ledere il bene comune dei cittadini, di offrire una vita decorosa…”.

Fonte: Huffingtonpost