“Soccorriamo solo stranieri”, resoconto di una notte folle in pronto soccorso

Quello che stiamo per leggere è la testimonianza di una notte qualsiasi in un pronto soccorso di Milano, raccontata da IlGiornale.it

A parlare sono Giuseppe, Elisa e tanti altri giovani, e meno giovani, che dedicano la loro vita per salvare le vite degli altri.

È stato detto che il servizio sanitario italiano deve devolvere la maggior parte delle proprie risorse per soccorrere stranieri senza permesso di soggiorno, che ironia della sorte non contribuiscono nemmeno pagando la mutua.

E infatti le chiamate che arrivano al 118 sono, quasi sempre, per persone straniere, a volte addirittura clandestini. E manco a dirlo in questa notte le chiamate sono tutte per soccorrere stranieri.

Per esempio, una delle chiamate riguarda un cinese assalito da due rom che hanno cercato di rubargli il cellulare. I testimoni dichiarano agli addetti dell’ambulanza e alla volante della Polizia: «Abbiamo visto che quando i rom hanno cercato di rubargli il cellulare lui l’ha tenuto, quindi l’hanno menato».

L’ultima tappa è il pronto soccorso pediatrico dove, anche qui, ad affollare la sala sono principalmente bambini stranieri.

Davanti a racconti del genere è facile pensare al fatto che il mondo stia cambiando, che l’Europa sia cambiata, e l’Italia come reagirà a questi cambiamenti? Lascerà da soli Giuseppe, Elisa, i volontari del 118, i medici, gli infermieri? Ma soprattutto anche questa volta a farne le spese saranno gli italiani, che pagano le tasse e che vorrebbero semplicemente usufruire dei servizi che gli spettano?

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